Seleziona una pagina
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193

Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016

 

Preambolo
Preambolo
Articolo 1
Art. 1 Disposizioni in materia di soppressione di Equitalia e di patrocinio dell’Avvocatura dello Stato
Articolo 1 bis
Art. 1-bis. Proroga di termine in materia di delega di funzioni dirigenziali nelle Agenzie fiscali.
Articolo 2
Art. 2 Disposizioni in materia di riscossione locale
Articolo 2 bis
Art. 2-bis. Interventi a tutela del pubblico denaro e generalizzazione dell’ingiunzione di pagamento ai fini
dell’avvio della riscossione coattiva (1).
Articolo 3
Art. 3 Potenziamento della riscossione
Articolo 4
Art. 4 Disposizioni recanti misure per il recupero dell’evasione
Articolo 4 bis
Art. 4-bis. Emissione elettronica delle fatture per il tax free shopping.
Articolo 4 ter
Art. 4-ter. Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui
consumi, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504.
Articolo 5
Art. 5 Dichiarazione integrativa a favore e ravvedimento
Articolo 5 bis
Art. 5-bis. Definizione delle controversie in materia di accise e di IVA afferente.
Articolo 6
Art. 6 Definizione agevolata
Articolo 6 bis
Art. 6-bis. Rappresentanza e assistenza dei contribuenti.
Articolo 6 ter
Art. 6-ter. Definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali.
Articolo 7
Art. 7 Riapertura dei termini della procedura di collaborazione volontaria e norme collegate
Articolo 7 bis
Art. 7-bis. Introduzione di indici sintetici di affidabilita’ per la promozione dell’osservanza degli obblighi fiscali,
per la semplificazione degli adempimenti e per la contestuale soppressione della disciplina degli studi di
settore.
Articolo 7 ter
Art. 7-ter. Esenzione dell’Autorita’ nazionale anticorruzione dal vincolo di riduzione delle spese di
funzionamento.
Articolo 7 quater
Art. 7-quater. Disposizioni in materia di semplificazione fiscale.
Articolo 7 quinquies
Art. 7-quinquies. Interpretazione autentica in materia di determinazione del reddito di lavoratori in trasferta e
trasfertisti.
Articolo 7 sexies
Art. 7-sexies. Semplificazioni per i contribuenti che adottano il regime cosiddetto dei “minimi”.
Articolo 7 septies
Art. 7-septies. Accesso al Fondo di garanzia per le imprese operanti nel settore della geotermia.
Articolo 8
Art. 8 Finanziamento Fondo occupazione
Articolo 9
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 1
Art. 9 Partecipazione di personale militare alla missione di supporto sanitario in Libia e alla missione delle
Nazioni Unite UNSMIL
Articolo 10
Art. 10. Finanziamento di investimenti per la rete ferroviaria
Articolo 10 bis
Art. 10-bis. Finanziamento dell’attraversamento ferroviario della linea Milano-Saronno.
Articolo 11
Art. 11 Misure urgenti per il trasporto regionale
Articolo 12
Art. 12 Misure urgenti a favore dei comuni in materia di accoglienza
Articolo 12 bis
Art. 12-bis. Misure di coordinamento finanziario connesse all’avvenuta cessazione dello stato di emergenza
dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 maggio 2008 in relazione agli insediamenti
di comunita’ nomadi nel territorio di alcune regioni.
Articolo 13
Art. 13 Rifinanziamento Fondo PMI e misure per il microcredito, per la promozione e lo sviluppo
dell’agroalimentare nonche’ in materia di contratti dell’ISMEA
Articolo 14
Art. 14 Potenziamento del tax credit per il cinema e l’audiovisivo e disposizioni sui diritti audiovisivi sportivi e sui
proventi dei biglietti di ingresso ai luoghi della cultura
Articolo 15
Art. 15 Disposizioni finanziarie
Articolo 16
Art. 16 Entrata in vigore
Allegato
Elenco
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 2
Preambolo – Preambolo
In vigore dal 24/10/2016
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77, 81 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni;
Ritenuta la straordinaria necessita’ e urgenza per le esigenze di finanza pubblica e per il corretto rapporto tra fisco e
contribuente di ottimizzare l’attivita’ di riscossione adottando disposizioni per la soppressione di Equitalia e per
adeguare l’organizzazione dell’Agenzia delle entrate anche al fine di garantire l’effettivita’ del gettito delle entrate e
l’incremento del livello di adempimento spontaneo degli obblighi tributari e per i fini di cui all’articolo 4, paragrafo 3, del
Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), e all’articolo 81, comma 1, della Costituzione;
Tenuto conto altresi’, per le misure da adottare per le predette urgenti finalita’, del contenuto del rapporto Italia –
Amministrazione fiscale dell’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), pubblico il 19 luglio
2016 e, in particolare, del capitolo 6, rubricato «riscossione coattiva delle imposte: problemi specifici identificati»;
Considerata la straordinaria necessita’ ed urgenza di riaprire i termini della procedura di collaborazione volontaria
nonche’ di prevedere misure di contrasto all’evasione fiscale;
Considerata la straordinaria necessita’ ed urgenza di procedere alla revisione della disciplina di alcuni adempimenti
tributari che risultino di scarsa utilita’ all’amministrazione finanziaria ai fini dell’attivita’ di controllo o di accertamento, o
comunque non conformi al principio di proporzionalita’;
Considerata la straordinaria necessita’ ed urgenza di prevedere misure di finanziamento di spese collegate ad
esigenze indifferibili;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 15 ottobre 2016;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro dell’economia e delle finanze;
Emana il seguente decreto-legge:
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 3
Articolo 1 – Art. 1 Disposizioni in materia di soppressione di Equitalia e di patrocinio dell’Avvocatura dello Stato
In vigore dal 24/04/2017
Modificato da: Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 Articolo 35
1. A decorrere dal 1° luglio 2017 le societa’ del Gruppo Equitalia sono sciolte, a esclusione della societa’ di cui alla
lettera b) del comma 11, che svolge funzioni diverse dalla riscossione. Le stesse sono cancellate d’ufficio dal registro
delle imprese ed estinte, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione. Dalla data di entrata in vigore del
presente decreto e’ fatto divieto alle societa’ di cui al presente comma di effettuare assunzioni di personale a qualsiasi
titolo e con qualsivoglia tipologia di contratto di lavoro subordinato.
2. Dalla data di cui al comma 1, l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale, di cui all’articolo 3,
comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre
2005, n. 248, e’ attribuito all’Agenzia delle entrate di cui all’articolo 62 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300
, ed e’ svolto dall’ente strumentale di cui al comma 3.
3. Al fine di garantire la continuita’ e la funzionalita’ delle attivita’ di riscossione, e’ istituito, a far data dal 1º luglio 2017,
un ente pubblico economico, denominato «Agenzia delle entrate-Riscossione», ente strumentale dell’Agenzia delle
entrate sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell’economia e delle finanze. L’Agenzia delle entrate
provvede a monitorare costantemente l’attivita’ dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, secondo principi di trasparenza
e pubblicita’. L’ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle societa’
del Gruppo Equitalia di cui al comma 1 e assume la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le
disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602. L’ente puo’ anche svolgere le attivita’ di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali delle amministrazioni
locali, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle societa’ di riscossione, e, fermo restando quanto previsto dall’articolo
17, commi 3-bis e 3-ter, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, delle societa’ da esse partecipate. L’ente
ha autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione. Sono organi dell’ente il presidente, il comitato di
gestione e il collegio dei revisori dei conti, il cui presidente e’ scelto tra i magistrati della Corte dei conti.
4. Il comitato di gestione e’ composto dal direttore dell’Agenzia delle entrate, che e’ il presidente dell’ente, e da due
componenti nominati dall’Agenzia medesima tra i propri dirigenti. Ai componenti del comitato di gestione non spetta
alcun compenso, indennita’ o rimborso spese.
5. Lo statuto e’ approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia
e delle finanze. Lo statuto disciplina le funzioni e le competenze degli organi, indica le entrate dell’ente, stabilendo i
criteri concernenti la determinazione dei corrispettivi per i servizi prestati a soggetti pubblici o privati, incluse le
amministrazioni statali, al fine di garantire l’equilibrio economico-finanziario dell’attivita’, anche nella prospettiva di un
nuovo modello di remunerazione dell’agente della riscossione. Lo statuto disciplina i casi e le procedure, anche
telematiche, di consultazione pubblica sugli atti di rilevanza generale, altresi’ promuovendo la partecipazione dei
soggetti interessati. Il comitato di gestione, su proposta del presidente, delibera le modifiche allo statuto e gli atti di
carattere generale che disciplinano l’organizzazione e il funzionamento dell’ente, i bilanci preventivi e consuntivi, i
piani aziendali e le spese che impegnano il bilancio dell’ente per importi superiori al limite fissato dallo statuto. Il
comitato di gestione delibera altresi’ il piano triennale per la razionalizzazione delle attivita’ di riscossione e gli
interventi di incremento dell’efficienza organizzativa ed economica finalizzati alla riduzione delle spese di gestione e di
personale. Nel rapporto con i contribuenti l’ente si conforma ai principi dello statuto dei diritti del contribuente, di cui
alla legge 27 luglio 2000, n. 212, con particolare riferimento ai principi di trasparenza, leale collaborazione e tutela
dell’affidamento e della buona fede, nonche’ agli obiettivi individuati dall’articolo 6 della legge 11 marzo 2014, n. 23,
in materia di cooperazione rafforzata, riduzione degli adempimenti, assistenza e tutoraggio del contribuente. L’ente
opera nel rispetto dei principi di legalita’ e imparzialita’, con criteri di efficienza gestionale, economicita’ dell’attivita’ ed
efficacia dell’azione, nel perseguimento degli obiettivi stabiliti nell’atto aggiuntivo di cui al comma 13 e garantendo la
massima trasparenza degli obiettivi stessi, dell’attivita’ svolta e dei risultati conseguiti. Agli atti a carattere generale
indicati nell’atto aggiuntivo di cui al comma 13, e al piano triennale per la razionalizzazione delle attivita’ di riscossione
si applica l’articolo 60 del decreto legislativo n. 300 del 1999.
5-bis. I bilanci preventivi e consuntivi dell’ente sono redatti secondo le previsioni del decreto legislativo 18 agosto
2015, n. 139, e sono trasmessi per l’approvazione al Ministero dell’economia e delle finanze; si applicano le
disposizioni dell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n.
439.
6. Salvo quanto previsto dal presente decreto, l’Agenzia delle entrate-Riscossione e’ sottoposta alle disposizioni del
codice civile e delle altre leggi relative alle persone giuridiche private. Ai fini dello svolgimento della propria attivita’ e’
autorizzata ad utilizzare anticipazioni di cassa.
6-bis. I risparmi di spesa conseguiti a seguito dell’applicazione delle norme che prevedono riduzioni di spesa per le
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 4
amministrazioni inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione sono versati dall’ente di cui
al comma 3 ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato nei limiti del risultato d’esercizio dell’ente stesso.
7. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159. Per l’anno 2017,
sono validi i costi determinati, approvati e pubblicati da Equitalia S.p.A., ai sensi del citato articolo 9.
8. L’ente e’ autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato ai sensi dell’articolo 43 del testo unico
delle leggi e delle norme giuridiche sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato e sull’ordinamento
dell’Avvocatura dello Stato, di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, fatte salve le ipotesi di conflitto e
comunque su base convenzionale. Lo stesso ente puo’ altresi’ avvalersi, sulla base di specifici criteri definiti negli atti
di carattere generale deliberati ai sensi del comma 5 del presente articolo, di avvocati del libero foro, nel rispetto delle
previsioni di cui agli articoli 4 e 17 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, ovvero puo’ avvalersi ed essere
rappresentato, davanti al tribunale e al giudice di pace, da propri dipendenti delegati, che possono stare in giudizio
personalmente; in ogni caso, ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici,
l’Avvocatura dello Stato, sentito l’ente, puo’ assumere direttamente la trattazione della causa. Per il patrocinio davanti
alle commissioni tributarie continua ad applicarsi l’articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992,
n. 546.
8-bis. Gli enti vigilati dal Ministero della salute sono autorizzati ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato
ai sensi dell’articolo 43 del testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611.
9. Tenuto conto della specificita’ delle funzioni proprie della riscossione fiscale e delle competenze tecniche
necessarie al loro svolgimento, per assicurarle senza soluzione di continuita’, a decorrere dalla data di cui al comma 1
il personale delle societa’ del Gruppo Equitalia con contratto di lavoro a tempo indeterminato e determinato, fino a
scadenza, in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, senza soluzione di continuita’ e con la
garanzia della conservazione della posizione giuridica, economica e previdenziale maturata alla data del
trasferimento, e’ trasferito all’ente pubblico economico di cui al comma 3, ferma restando la ricognizione delle
competenze possedute, ai fini di una collocazione organizzativa coerente e funzionale alle esigenze dello stesso ente.
A tale personale si applica l’articolo 2112 del codice civile.
9-bis. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sono individuate le modalita’ di utilizzazione, a
decorrere dal 1º luglio 2017, delle risorse del Fondo di previdenza di cui alla legge 2 aprile 1958, n. 377.
10. (Comma abrogato, a decorrere dal 3 dicembre 2016, dalla legge di conversione 1 dicembre 2016 n. 225).
11. Entro la data di cui al comma 1:
a) l’Agenzia delle entrate acquista, al valore nominale, le azioni di Equitalia S.p.A., detenute, ai sensi dell’articolo 3,
comma 2, del citato decreto-legge n. 203 del 2005, e successive modificazioni, dall’Istituto nazionale della
previdenza sociale;
b) le azioni di Equitalia Giustizia S.p.A., detenute da Equitalia S.p.A., sono cedute a titolo gratuito al Ministero
dell’economia e delle finanze. La predetta societa’ Equitalia Giustizia Spa continua a svolgere le funzioni diverse dalla
riscossione e, in particolare, quelle di cui al decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni,
dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, e all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
c) gli organi societari delle societa’ di cui al comma 1 deliberano i bilanci finali di chiusura, corredati delle relazioni di
legge, che sono trasmessi per l’approvazione al Ministero dell’economia e delle finanze. Ai componenti degli organi
delle societa’ soppresse sono corrisposti compensi, indennita’ ed altri emolumenti solo fino alla data di soppressione.
Per gli adempimenti successivi relativi al presente comma, ai predetti componenti spetta esclusivamente, ove dovuto,
il rimborso delle spese sostenute nella misura prevista dal rispettivo ordinamento.
11-bis. Entro centoventi giorni dalla data dello scioglimento delle societa’ di cui al comma 1, gli organi dell’ente
previsto dal comma 3 deliberano i bilanci finali delle stesse societa’, corredati delle relazioni di legge. Tali bilanci sono
trasmessi per l’approvazione al Ministero dell’economia e delle finanze; si applicano le disposizioni dell’articolo 2 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 439. Ai componenti degli
organi delle predette societa’ sono corrisposti compensi, indennita’ e altri emolumenti esclusivamente fino alla data
dello scioglimento.
11-ter. Le societa’ di cui al comma 1 redigono i bilanci relativi all’esercizio 2016 e quelli indicati al comma 11-bis
secondo le previsioni del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 136.
12. Le operazioni di cui al comma 11 sono esenti da imposizione fiscale.
13. Il Ministro dell’economia e delle finanze e il direttore dell’Agenzia delle entrate, presidente dell’ente, stipulano
annualmente un atto aggiuntivo alla convenzione di cui all’articolo 59 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
per individuare:
a) i servizi dovuti;
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 5
b) le risorse disponibili;
c) le strategie per la riscossione dei crediti tributari, con particolare riferimento alla definizione delle priorita’, mediante
un approccio orientato al risultato piuttosto che al processo;
d) gli obiettivi quantitativi da raggiungere in termini di economicita’ della gestione, soddisfazione dei contribuenti per i
servizi prestati, e ammontare delle entrate erariali riscosse, anche mediante azioni di prevenzione e contrasto
dell’evasione ed elusione fiscale;
e) gli indicatori e le modalita’ di verifica del conseguimento degli obiettivi di cui alla lettera d);
f) le modalita’ di vigilanza sull’operato dell’ente da parte dell’agenzia, anche in relazione alla garanzia della
trasparenza, dell’imparzialita’ e della correttezza nell’applicazione delle norme, con particolare riguardo ai rapporti con
i contribuenti;
g) la gestione della funzione della riscossione con modalita’ organizzative flessibili, che tengano conto della necessita’
di specializzazioni tecnico-professionali, mediante raggruppamenti per tipologia di contribuenti, ovvero sulla base di
altri criteri oggettivi preventivamente definiti, e finalizzati ad ottimizzare il risultato economico della medesima
riscossione;
h) la tipologia di comunicazioni e informazioni preventive volte ad evitare aggravi moratori per i contribuenti, ed a
migliorarne il rapporto con l’amministrazione fiscale, in attuazione della legge 27 luglio 2000, n. 212, anche mediante
l’istituzione di uno sportello unico telematico per l’assistenza e l’erogazione di servizi, secondo criteri di trasparenza
che consentano al contribuente anche di individuare con certezza il debito originario.
13-bis. Lo schema dell’atto aggiuntivo di cui al comma 13 e’ trasmesso alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri
da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro trenta
giorni dalla data di trasmissione. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della rispettiva Camera di prorogare
di venti giorni il termine per l’espressione del parere, qualora cio’ si renda necessario per la complessita’ della materia.
Decorso il termine previsto per l’espressione del parere o quello eventualmente prorogato, l’atto aggiuntivo puo’
essere comunque stipulato.
14. Costituisce risultato particolarmente negativo della gestione, ai sensi dell’articolo 69, comma 1, del decreto
legislativo n. 300 del 1999, il mancato raggiungimento, da parte dell’ente di cui al comma 3, degli obiettivi stabiliti
nell’atto aggiuntivo di cui al comma 13, non attribuibile a fattori eccezionali o comunque non tempestivamente
segnalati al Ministero dell’economia e delle finanze, per consentire l’adozione dei necessari correttivi.
14-bis. Il soggetto preposto alla riscossione nazionale redige una relazione annuale sui risultati conseguiti in materia
di riscossione, esponendo distintamente i dati concernenti i carichi di ruolo ad esso affidati, l’ammontare delle somme
riscosse e i crediti ancora da riscuotere, nonche’ le quote di credito divenute inesigibili. La relazione contiene anche
una nota illustrativa concernente le procedure di riscossione che hanno condotto ai risultati conseguiti, evidenziando
in particolare le ragioni della mancata riscossione dei carichi di ruolo affidati. La relazione, anche ai fini della
predisposizione del rapporto di cui all’articolo 10-bis.1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e’ trasmessa
all’Agenzia delle entrate e al Ministero dell’economia e delle finanze, ai fini dell’individuazione, nell’ambito dell’atto
aggiuntivo di cui al comma 13 del presente articolo, delle metodologie e procedure di riscossione piu’ proficue in
termini di economicita’ della gestione e di recupero dei carichi di ruolo non riscossi.
15. Fino alla data di cui al comma 1, l’attivita’ di riscossione prosegue nel regime giuridico vigente. In sede di prima
applicazione, entro il 30 aprile 2017, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, l’Amministratore delegato di
Equitalia S.p.A. e’ nominato commissario straordinario per gli adempimenti propedeutici all’istituzione dell’ente di cui
al comma 3, per l’elaborazione dello statuto ai fini di cui al comma 5 e per la vigilanza e la gestione della fase
transitoria.
16. I riferimenti contenuti in norme vigenti agli ex concessionari del servizio nazionale della riscossione e agli agenti
della riscossione di cui all’articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, si intendono riferiti, in quanto compatibili, all’agenzia di cui al comma 3 del
presente articolo.
16-bis. Al fine di garantire le competenze necessarie ai concessionari della gestione dei servizi della pubblica
amministrazione, all’articolo 6, numero 9-bis), della legge 22 dicembre 1957, n. 1293, dopo le parole:
“dall’assegnazione” sono inserite le seguenti: “o dal rinnovo” e dopo le parole: “corsi di formazione” sono inserite le
seguenti: “, anche in modalita’ a distanza,”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 6
Articolo 1 bis –
Art. 1-bis. Proroga di termine in materia di delega di funzioni dirigenziali nelle Agenzie fiscali.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. All’articolo 4-bis, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, le parole: “31 dicembre 2016” sono sostituite dalle seguenti: “30
settembre 2017″.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 7
Articolo 2 – Art. 2 Disposizioni in materia di riscossione locale
In vigore dal 24/04/2017
Modificato da: Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 Articolo 35
1. All’articolo 10, comma 2-ter del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
giugno 2013, n. 64, le parole: «31 dicembre 2016» sono sostituite dalle seguenti: «30 giugno 2017».
2. A decorrere dal 1° luglio 2017, le amministrazioni locali di cui all’articolo 1, comma 3, possono deliberare di affidare
al soggetto preposto alla riscossione nazionale le attivita’ di riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate tributarie
o patrimoniali proprie e, fermo restando quanto previsto dall’articolo 17, commi 3-bis e 3-ter, del decreto
legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, delle societa’ da esse partecipate.
3. (Comma abrogato, a decorrere dal 3 dicembre 2016, dalla legge di conversione 1° dicembre 2016 n. 225).
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 8
Articolo 2 bis –
Art. 2-bis. Interventi a tutela del pubblico denaro e generalizzazione dell’ingiunzione di pagamento ai fini dell’avvio
della riscossione coattiva (1).
In vigore dal 24/06/2017
Modificato da: Decreto-legge del 24/04/2017 n. 50 Articolo 35
1. In deroga all’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il versamento spontaneo delle entrate
tributarie dei comuni e degli altri enti locali deve essere effettuato direttamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente
impositore ovvero sui conti correnti postali ad esso intestati, o mediante il sistema dei versamenti unitari di cui all’
articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi
disponibili dagli enti impositori. Restano comunque ferme le disposizioni di cui al comma 12 dell’articolo 13 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e al
comma 688 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, relative al versamento dell’imposta municipale
propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI). Per le entrate diverse da quelle tributarie, il versamento
spontaneo deve essere effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore ovvero sui conti
correnti postali ad esso intestati o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori
ovvero, a decorrere dal 1º ottobre 2017, per tutte le entrate riscosse, dal gestore del relativo servizio che risulti
comunque iscritto nell’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e si avvalga di reti
di acquisizione del gettito che fanno ricorso a forme di cauzione collettiva e solidale gia’ riconosciute
dall’Amministrazione finanziaria, tali da consentire, in presenza della citata cauzione, l’acquisizione diretta da parte
degli enti locali degli importi riscossi, non oltre il giorno del pagamento, al netto delle spese anticipate e dell’aggio
dovuto nei confronti del predetto gestore.
1-bis. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano ai versamenti effettuati all’Agenzia delle entrate-Riscossione,
di cui all’articolo 1, comma 3.
(1) Ai sensi dell’art. 13, comma 4 decreto-legge 30 dicembre 2016 n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge
27 febbraio 2017 n. 19, le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a decorrere dal 1° ottobre 2017.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 9
Articolo 3 – Art. 3 Potenziamento della riscossione
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate puo’ utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali e’
autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative
alla riscossione nazionale di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
2. All’articolo 72-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, dopo il comma 2-bis,
e’ inserito il seguente: «2-ter. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l’Agenzia delle entrate acquisisce le
informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche
banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.
3. L’Agenzia delle entrate-Riscossione e’ autorizzata ad accedere e utilizzare i dati di cui al presente articolo per i
propri compiti di istituto.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 10
Articolo 4 – Art. 4 Disposizioni recanti misure per il recupero dell’evasione
In vigore dal 01/03/2017
Modificato da: Decreto-legge del 30/12/2016 n. 244 Articolo 14 ter
1. L’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, e’ sostituito dal seguente:
«Art. 21 (Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute). – 1. In riferimento alle operazioni rilevanti ai fini
dell’imposta sul valore aggiunto effettuate, i soggetti passivi trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate,
entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo ad ogni trimestre, i dati di tutte le fatture emesse nel trimestre di
riferimento, e di quelle ricevute e registrate ai sensi dell’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, ivi comprese le bollette doganali, nonche’ i dati delle relative variazioni. La comunicazione
relativa al secondo trimestre e’ effettuata entro il 16 settembre e quella relativa all’ultimo trimestre entro il mese di
febbraio. A decorrere dal 1º gennaio 2017, sono esonerati dalla comunicazione i soggetti passivi di cui all’articolo 34,
comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, situati nelle zone montane di cui
all’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601.
2. I dati, inviati in forma analitica secondo modalita’ stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate,
comprendono almeno:
a) i dati identificativi dei soggetti coinvolti nelle operazioni;
b) la data ed il numero della fattura;
c) la base imponibile;
d) l’aliquota applicata;
e) l’imposta;
f) la tipologia dell’operazione.
3. Per le operazioni di cui al comma 1, gli obblighi di conservazione previsti dall’articolo 3 del decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze 17 giugno 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 26 giugno 2014, si
intendono soddisfatti per tutte le fatture elettroniche nonche’ per tutti i documenti informatici trasmessi attraverso il
sistema di interscambio di cui all’articolo 1, comma 211, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e memorizzati
dall’Agenzia delle entrate. Tempi e modalita’ di applicazione della presente disposizione, anche in relazione agli
obblighi contenuti nell’articolo 5 del decreto 17 giugno 2014, sono stabiliti con apposito provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono altresi’
stabilite le modalita’ di conservazione degli scontrini delle giocate dei giochi pubblici autorizzati, secondo criteri di
semplificazione e attenuazione degli oneri di gestione per gli operatori interessati e per l’amministrazione, anche con il
ricorso ad adeguati strumenti tecnologici, ferme restando le esigenze di controllo dell’amministrazione finanziaria.».
2. Dopo l’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, sono aggiunti i seguenti:
«Art. 21-bis (Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche I.V.A.). – 1. I soggetti passivi dell’imposta sul valore
aggiunto trasmettono, negli stessi termini e con le medesime modalita’ di cui all’articolo 21, una comunicazione dei
dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta effettuate ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 1-bis,
del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, nonche’ degli articoli 73, primo comma,
lettera e), e 74, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Restano
fermi gli ordinari termini di versamento dell’imposta dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate.
2. Con il provvedimento di cui all’articolo 21, comma 2, sono stabilite le modalita’ e le informazioni da trasmettere con
la comunicazione di cui al comma 1 del presente articolo.
3. La comunicazione e’ presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Sono esonerati dalla
presentazione della comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale
I.V.A. o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette
condizioni di esonero.
4. In caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di piu’ attivita’, i soggetti passivi presentano una sola
comunicazione riepilogativa per ciascun periodo.
5. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente, ovvero del suo intermediario, secondo le modalita’
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 11
previste dall’articolo 1, commi 634 e 635 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le risultanze dell’esame dei dati di
cui all’articolo 21 del presente decreto e le valutazioni concernenti la coerenza tra i dati medesimi e le comunicazioni
di cui al comma 1 del presente articolo nonche’ la coerenza dei versamenti dell’imposta rispetto a quanto indicato
nella comunicazione medesima. Quando dai controlli eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato
nella comunicazione, il contribuente e’ informato dell’esito con modalita’ previste con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate. Il contribuente puo’ fornire i chiarimenti necessari, o segnalare eventuali dati ed elementi
non considerati o valutati erroneamente, ovvero versare quanto dovuto avvalendosi dell’istituto del ravvedimento
operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Si applica l’articolo 54-bis, comma
2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi
previste.
Art. 21-ter (Credito d’imposta). – 1. Ai soggetti in attivita’ nel 2017, in riferimento agli obblighi di cui agli articoli 21 e
21-bis, ovvero che esercitano l’opzione di cui all’articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127
, e’ attribuito una sola volta, per il relativo adeguamento tecnologico, un credito d’imposta pari a euro 100. Il credito
spetta ai soggetti che, nell’anno precedente a quello in cui il costo per l’adeguamento tecnologico e’ stato sostenuto,
hanno realizzato un volume d’affari non superiore a euro 50.000.
2. Il credito non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal 1° gennaio 2018, e deve essere indicato nella
dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui e’ stato sostenuto il costo per l’adeguamento tecnologico e
nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.
3. Oltre al credito di cui al comma 1, e’ attribuito, per una sola volta, un ulteriore credito d’imposta di 50 euro ai
soggetti di cui al medesimo comma 1 che, sussistendone i presupposti, esercitano anche l’opzione di cui all’articolo
2, comma 1, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, entro il 31 dicembre 2017. Il credito non concorre alla
formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, e’ indicato nella dichiarazione dei redditi ed utilizzato secondo le modalita’ stabilite nel comma 2.
3-bis. Le agevolazioni di cui ai commi 1 e 3 sono concesse nei limiti e alle condizioni previsti dal regolamento (UE) n.
1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato
sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti “de minimis”».
3. All’articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. Per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, prevista dall’articolo 21 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, si applica la
sanzione amministrativa di euro 2 per ciascuna fattura, comunque entro il limite massimo di euro 1.000 per ciascun
trimestre. La sanzione e’ ridotta alla meta’, entro il limite massimo di euro 500, se la trasmissione e’ effettuata entro i
quindici giorni successivi alla scadenza stabilita ai sensi del periodo precedente, ovvero se, nel medesimo termine, e’
effettuata la trasmissione corretta dei dati. Non si applica l’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n.
472.
2-ter. L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche, prevista dall’articolo
21-bis del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’
punita con la sanzione amministrativa da euro 500 a euro 2.000. La sanzione e’ ridotta alla meta’ se la trasmissione e’
effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza stabilita ai sensi del periodo precedente, ovvero se, nel
medesimo termine, e’ effettuata la trasmissione corretta dei dati».
4. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 3 si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2017. Per il primo anno di
applicazione della disposizione di cui all’articolo 21 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come sostituito dal comma 1 del presente articolo, le comunicazioni
possono essere effettuate per il primo semestre entro il 16 settembre 2017 e per il secondo semestre entro il mese di
febbraio 2018. Resta fermo l’obbligo di effettuare le comunicazioni di cui all’articolo 21-bis del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, introdotto dal comma 2 del
presente articolo, trimestralmente, nei termini ordinari di cui al comma 1 del citato articolo 21. Dal 1º gennaio 2017:
a) la comunicazione dei dati relativi ai contratti stipulati dalle societa’ di leasing, e dagli operatori commerciali che
svolgono attivita’ di locazione e di noleggio, introdotta dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate 5
agosto 2011, emanato ai sensi dell’articolo 7, dodicesimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n. 605, e’ soppressa;
b) limitatamente agli acquisti intracomunitari di beni e alle prestazioni di servizi ricevute da soggetti stabiliti in un altro
Stato membro dell’Unione europea, le comunicazioni di cui all’articolo 50, comma 6, del decreto-legge 30 agosto
1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono soppresse;
c) all’articolo 8, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, le parole: «nel
mese di febbraio,», sono sostituite dalle seguenti: «per l’imposta sul valore aggiunto dovuta per il 2016, nel mese di
febbraio, e per l’imposta sul valore aggiunto dovuta a decorrere dal 2017, tra il 1° febbraio e il 30 aprile»;
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 12
d) all’articolo 1 del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010,
n. 73, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) sono abrogati i commi da 1 a 3;
2) al comma 5, le parole: «ai commi da 1 a 4» sono sostituite dalle seguenti: «al comma 4».
5. Le disposizioni di cui al comma 4, lettera d), si applicano alle comunicazioni relative al periodo di imposta in corso
al 31 dicembre 2016 e successivi.
6. Al decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 2, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. A decorrere dal 1° aprile 2017, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi
di cui al comma 1 sono obbligatorie per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi tramite
distributori automatici. Al fine dell’assolvimento dell’obbligo di cui al precedente periodo, nel provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle entrate di cui al comma 4, sono indicate soluzioni che consentano di non incidere
sull’attuale funzionamento degli apparecchi distributori e garantiscano, nel rispetto dei normali tempi di obsolescenza
e rinnovo degli stessi, la sicurezza e l’inalterabilita’ dei dati dei corrispettivi acquisiti dagli operatori. Con
provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate possono essere stabiliti termini differiti, rispetto al 1° aprile
2017, di entrata in vigore dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi,
in relazione alle specifiche variabili tecniche di peculiari distributori automatici.»;
a-bis) all’articolo 2, dopo il comma 6 e’ aggiunto il seguente:
“6-bis. Al fine di contrastare l’evasione fiscale mediante l’incentivazione e la semplificazione delle operazioni
telematiche, all’articolo 39, secondo comma, lettera a), alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, dopo le parole: ‘nell’anno’ sono inserite le seguenti: ‘ovvero riscossi, dal 1º gennaio 2017, con
modalita’ telematiche, di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a)’. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni di
cui al presente comma, pari a 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017, si fa fronte mediante corrispondente
riduzione della dotazione finanziaria del Fondo di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre
2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio”;
a-ter) all’articolo 3, comma 1, lettera d), le parole: “un anno” sono sostituite dalle seguenti: “due anni”;
b) all’articolo 7, comma 1, dopo il primo periodo, e’ aggiunto il seguente: «Per le imprese che operano nel settore
della grande distribuzione l’opzione di cui all’articolo 1, commi da 429 a 432, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
gia’ esercitata entro il 31 dicembre 2016, resta valida fino al 31 dicembre 2017.».
7. All’articolo 50-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1993, n. 427, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4:
1) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente: «c) le cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito
I.V.A.»;
2) la lettera d) e’ abrogata;
b) il comma 6 e’ sostituito con il seguente:
«6. L’estrazione dei beni da un deposito I.V.A. ai fini della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di
commercializzazione nello Stato puo’ essere effettuata solo da soggetti passivi d’imposta agli effetti dell’I.V.A. e
comporta il pagamento dell’imposta; la base imponibile e’ costituita dal corrispettivo o valore relativo all’operazione
non assoggettata all’imposta per effetto dell’introduzione ovvero, qualora successivamente i beni abbiano formato
oggetto di una o piu’ cessioni, dal corrispettivo o valore relativo all’ultima di tali cessioni, in ogni caso aumentato, se
non gia’ compreso, dell’importo relativo alle eventuali prestazioni di servizi delle quali i beni stessi abbiano formato
oggetto durante la giacenza fino al momento dell’estrazione. Per l’estrazione dei beni introdotti nel deposito IVA ai
sensi del comma 4, lettera b), l’imposta e’ dovuta dal soggetto che procede all’estrazione, a norma dell’articolo 17,
secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, previa prestazione di
idonea garanzia con i contenuti, secondo modalita’ e nei casi definiti con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze. Nei restanti casi di cui al comma 4 e, per quelli di cui al periodo precedente, sino all’adozione del decreto,
l’imposta e’ dovuta dal soggetto che procede all’estrazione ed e’ versata in nome e per conto di tale soggetto dal
gestore del deposito, che e’ solidalmente responsabile dell’imposta stessa. Il versamento e’ eseguito ai sensi dell’
articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, esclusa la compensazione ivi prevista, entro il termine di
cui all’articolo 18 del medesimo decreto, riferito al mese successivo alla data di estrazione. Il soggetto che procede
all’estrazione annota nel registro di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, una fattura emessa ai sensi dell’articolo 17, secondo comma, del medesimo decreto, e i dati della
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 13
ricevuta del versamento suddetto. E’ effettuata senza pagamento dell’imposta l’estrazione da parte di soggetti che si
avvalgono della facolta’ di cui alla lettera c) del primo comma e al secondo comma dell’articolo 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; in tal caso, la dichiarazione di cui all’all’articolo 1, comma 1,
lettera c), del decreto-legge 29 dicembre 1983, n. 746, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984,
n. 17, deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica. Per
il mancato versamento dell’imposta dovuta ai sensi dei precedenti periodi, si applica la sanzione di cui all’articolo 13,
comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, al cui pagamento e’ tenuto solidalmente anche il
gestore del deposito; tuttavia, nel caso in cui l’estrazione sia stata effettuata senza pagamento dell’imposta da un
soggetto che abbia presentato la dichiarazione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera c), del predetto decreto n. 746
del 1983 in mancanza dei presupposti richiesti dalla legge, trova applicazione la sanzione di cui all’articolo 7,
comma 4, del predetto decreto n. 471 e al pagamento dell’imposta e di tale sanzione e’ tenuto esclusivamente il
soggetto che procede all’estrazione. Per i beni introdotti in un deposito I.V.A. in forza di un acquisto intracomunitario, il
soggetto che procede all’estrazione assolve l’imposta provvedendo alla integrazione della relativa fattura, con la
indicazione dei servizi eventualmente resi e dell’imposta, ed alla annotazione della variazione in aumento nel registro
di cui all’articolo 23 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 entro quindici giorni
dall’estrazione e con riferimento alla relativa data; la variazione deve, altresi’, essere annotata nel registro di cui all’
articolo 25 del medesimo decreto entro il mese successivo a quello dell’estrazione. Fino all’integrazione delle
pertinenti informazioni residenti nelle banche dati delle Agenzie fiscali, il soggetto che procede all’estrazione dei beni
introdotti in un deposito IVA ai sensi del comma 4, lettera b), comunica al gestore del deposito IVA i dati relativi alla
liquidazione dell’imposta, anche ai fini dello svincolo della garanzia ivi prevista. Le modalita’ di integrazione telematica
sono stabilite con determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, di concerto con il direttore
dell’Agenzia delle entrate.».
c) al comma 8 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La violazione degli obblighi di cui al comma 6 del presente
articolo da parte del gestore del deposito IVA e’ valutata ai fini della revoca dell’autorizzazione rilasciata ai sensi del
comma 2, ovvero ai fini dell’esclusione dall’abilitazione a gestire come deposito IVA i magazzini generali e i depositi di
cui ai periodi secondo e terzo del comma 1.”.
8. Le disposizioni di cui al comma 7 si applicano a decorrere dal 1° aprile 2017.
8-bis. All’articolo 1, comma 12-bis, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 settembre 2011, n. 148, le parole: “per gli anni dal 2012 al 2017” sono sostituite dalle seguenti: “per gli anni
dal 2012 al 2019″.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 14
Articolo 4 bis –
Art. 4-bis. Emissione elettronica delle fatture per il tax free shopping.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. A decorrere dal 1º gennaio 2018 l’emissione delle fatture relative alle cessioni di beni di cui all’articolo 38-quater
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, come da ultimo modificato dal presente
articolo, deve essere effettuata dal cedente in modalita’ elettronica.
2. Al fine di garantire l’interoperabilita’ tra il sistema di fatturazione elettronica e il sistema OTELLO (Online tax refund
at exit: light lane optimization) e di consentire la piena operativita’ di tale sistema in tutto il territorio nazionale, con
determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, di concerto con il direttore dell’Agenzia delle
entrate, sono stabiliti modalita’ e contenuti semplificati di fatturazione per la cessione dei beni di cui al comma 1 del
presente articolo, in deroga a quanto previsto dall’articolo 21, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
3. Al comma 1 dell’articolo 38-quater del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le
parole: “a norma dell’articolo 21” sono soppresse.
4. All’articolo 1, comma 368, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, il secondo periodo e’ soppresso.
5. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo sono destinate al
Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze per la riduzione
del debito pubblico.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 15
Articolo 4 ter –
Art. 4-ter. Modifiche al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi,
di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Al testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 3, dopo il comma 4 e’ aggiunto il seguente:
“4-bis. Il titolare del deposito fiscale di prodotti energetici o di alcole e bevande alcoliche che si trovi in condizioni
oggettive e temporanee di difficolta’ economica puo’ presentare all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, entro la
scadenza fissata per il pagamento delle accise, istanza di rateizzazione del debito d’imposta relativo alle immissioni in
consumo effettuate nel mese precedente alla predetta scadenza. Permanendo le medesime condizioni, possono
essere presentate istanze di rateizzazione relative ad un massimo di altre due scadenze di pagamento successive a
quella di cui al periodo precedente; non sono ammesse ulteriori istanze prima dell’avvenuto integrale pagamento
dell’importo gia’ sottoposto a rateizzazione. L’Agenzia adotta il provvedimento di accoglimento o di diniego entro il
termine di quindici giorni dalla data di presentazione dell’istanza di rateizzazione e, in caso di accoglimento, autorizza
il pagamento dell’accisa dovuta mediante versamento in rate mensili in numero non inferiore a sei e non superiore a
ventiquattro. Sulle somme per le quali e’ autorizzata la rateizzazione sono dovuti gli interessi nella misura stabilita ai
sensi dell’articolo 1284 del codice civile, maggiorata di 2 punti. Il mancato versamento, anche di una sola rata,
entro la scadenza fissata comporta la decadenza dalla rateizzazione e il conseguente obbligo dell’integrale
pagamento degli importi residui, oltre agli interessi e all’indennita’ di mora di cui al comma 4, nonche’ della sanzione
prevista per il ritardato pagamento delle accise. La predetta decadenza non trova applicazione nel caso in cui si
verifichino errori di limitata entita’ nel versamento delle rate. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze
sono individuate le condizioni e le modalita’ di applicazione del presente comma”;
b) l’articolo 14 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 14. (Rimborsi dell’accisa). – 1. L’accisa e’ rimborsata quando risulta indebitamente pagata; la disciplina dei
rimborsi di cui al presente articolo si applica anche alle richieste relative alle agevolazioni accordate mediante
restituzione, totale o parziale, dell’accisa versata ovvero mediante altra modalita’ prevista dalla disciplina relativa alla
singola agevolazione.
2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7, comma 1, lettera e), e dall’articolo 10-ter, comma 1, lettera d), il
rimborso deve essere richiesto, a pena di decadenza, entro due anni dalla data del pagamento ovvero dalla data in
cui il relativo diritto puo’ essere esercitato.
3. Per i prodotti per i quali e’ prevista la presentazione di una dichiarazione da parte del soggetto obbligato al
pagamento delle accise, il rimborso deve essere richiesto dal predetto soggetto obbligato, a pena di decadenza, entro
due anni dalla data di presentazione della dichiarazione ovvero, ove previsto dalla specifica disciplina di settore,
all’atto della dichiarazione contenente gli elementi per la determinazione del debito o del credito d’imposta.
4. Qualora, al termine di un procedimento giurisdizionale, il soggetto obbligato al pagamento dell’accisa sia
condannato alla restituzione a terzi di somme indebitamente percepite a titolo di rivalsa dell’accisa, il rimborso e’
richiesto dal predetto soggetto obbligato, a pena di decadenza, entro novanta giorni dal passaggio in giudicato della
sentenza che impone la restituzione delle somme.
5. Sulle somme da rimborsare sono dovuti gli interessi nella misura stabilita ai sensi dell’articolo 1284 del codice
civile, a decorrere dalla data di presentazione della relativa richiesta di rimborso.
6. I prodotti assoggettati ad accisa immessi in consumo possono dar luogo a rimborso della stessa, su richiesta
dell’operatore nell’esercizio dell’attivita’ economica da lui svolta, quando sono trasferiti in un altro Stato membro o
esportati. Il rimborso compete anche nel caso in cui vengano autorizzate miscelazioni dalle quali si ottenga un
prodotto per il quale e’ dovuta l’accisa di ammontare inferiore a quella pagata sui singoli componenti. La richiesta di
rimborso e’ presentata, a pena di decadenza, entro due anni dalla data in cui sono state effettuate le predette
operazioni.
7. Il rimborso puo’ essere concesso anche mediante accredito dell’imposta da utilizzare per il pagamento dell’accisa
ovvero mediante altra modalita’ prevista dalla disciplina relativa alla singola agevolazione. In caso di dichiarazioni
infedeli, volte a ottenere il rimborso per importi superiori a quelli dovuti, si applicano le sanzioni previste per la
sottrazione dei prodotti all’accertamento e al pagamento dell’imposta.
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 16
8. Non si fa luogo a rimborso di somme inferiori o pari ad euro 30″;
c) l’articolo 15 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 15. (Recupero dell’accisa e prescrizione del diritto all’imposta). – 1. Le somme dovute a titolo di imposta o
indebitamente abbuonate o restituite si esigono con la procedura di riscossione coattiva prevista dal decreto
legislativo 13 aprile 1999, n. 112. Prima di avviare tale procedura, gli uffici notificano, con le modalita’ di cui
all’articolo 19-bis, comma 1, del presente testo unico, un avviso di pagamento fissando per l’adempimento un termine
di trenta giorni, decorrente dalla data di perfezionamento della notificazione.
2. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 19, comma 4, l’avviso di pagamento di cui al comma 1 del presente
articolo e’ notificato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel termine di cinque anni, decorrente dalla data
dell’omesso versamento delle somme dovute a titolo di imposta o dell’indebita restituzione ovvero dell’irregolare
fruizione di un prodotto sottoposto ad accisa in un impiego agevolato. Tale termine e’ aumentato a dieci anni nei casi
di violazione delle disposizioni stabilite in materia di tributi previsti dal presente testo unico per cui sussiste l’obbligo di
denuncia all’autorita’ giudiziaria.
3. Il termine di prescrizione per il recupero del credito da parte dell’Agenzia e’ di cinque anni ovvero, limitatamente ai
tabacchi lavorati, di dieci anni.
4. Per le deficienze eccedenti i cali consentiti per i prodotti che si trovano in regime sospensivo, diversi dai tabacchi
lavorati, il quinquennio di cui al comma 3 decorre dalla data del verbale di constatazione delle deficienze medesime.
5. La prescrizione del credito d’imposta e’ interrotta quando viene esercitata l’azione penale; in questo caso il termine
di prescrizione decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio penale.
6. Sempreche’ non siano iniziate attivita’ amministrative di accertamento delle quali i soggetti alle stesse sottoposti
abbiano avuto formale conoscenza, i registri, le dichiarazioni e i documenti prescritti dalla disciplina di riferimento dei
vari settori d’imposta devono essere conservati per cinque anni successivi a quello di imposta ovvero, per i tabacchi
lavorati, per dieci anni.
7. Non si provvede alla riscossione di somme inferiori o pari ad euro 30″;
d) l’articolo 19 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 19. (Accertamento delle violazioni). – 1. La constatazione delle violazioni delle disposizioni stabilite in materia di
tributi previsti dal presente testo unico compete ai funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli oltre che ai
pubblici ufficiali indicati nel capo II del titolo II della legge 7 gennaio 1929, n. 4, nei limiti delle attribuzioni ivi
stabilite, ed e’ effettuata mediante processo verbale.
2. I processi verbali di constatazione di violazioni per le quali sussiste l’obbligo di denuncia all’autorita’ giudiziaria sono
trasmessi dagli agenti verbalizzanti sia alla competente autorita’ giudiziaria sia all’ufficio dell’Agenzia competente
all’accertamento dell’imposta e alla sua liquidazione. Quest’ultimo provvede alla tempestiva trasmissione degli atti
emessi alla predetta autorita’ giudiziaria e alla comunicazione a quest’ultima, anche successivamente, di ulteriori
elementi e valutazioni utili.
3. I processi verbali di constatazione di violazioni diverse da quelle di cui al comma 2 sono trasmessi dagli agenti
verbalizzanti all’ufficio dell’Agenzia competente all’accertamento dell’imposta e alla sua liquidazione.
4. Nel rispetto del principio di cooperazione di cui all’articolo 12 della legge 27 luglio 2000, n. 212, anche per le
ipotesi in cui sono esaminati in ufficio atti e dichiarazioni, entro sessanta giorni dalla notificazione del processo
verbale di constatazione al destinatario, quest’ultimo puo’ comunicare all’ufficio dell’Agenzia procedente osservazioni
e richieste che, salvi i casi di particolare e motivata urgenza, sono valutate dallo stesso ufficio prima della
notificazione dell’avviso di pagamento di cui all’articolo 15 del presente testo unico e dell’atto di contestazione o di
irrogazione delle sanzioni di cui agli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.
5. L’Ufficio delle dogane e l’Ufficio regionale dei monopoli di Stato sono competenti per l’applicazione delle sanzioni
amministrative relative alle violazioni accertate nel loro ambito territoriale”;
e) dopo l’articolo 19 e’ inserito il seguente:
«Art. 19-bis. (Utilizzo della posta elettronica certificata). – 1. L’invio di tutti gli atti e le comunicazioni previsti dalle
disposizioni che disciplinano i tributi previsti dal presente testo unico, ivi compresi gli avvisi di pagamento di cui
all’articolo 15, comma 1, effettuato da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli tramite la posta elettronica
certificata di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68, di seguito denominata PEC, ha valore di notificazione. Resta salva per
l’Agenzia la possibilita’ di notificare i predetti atti e comunicazioni mediante raccomandata postale con avviso di
ricevimento ovvero ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, anche per il tramite di un
messo speciale autorizzato dall’ufficio competente.
2. Per i fini di cui al comma 1, i soggetti tenuti al pagamento dell’imposta nonche’ quelli che intendono iniziare
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 17
un’attivita’ subordinata al rilascio di una licenza o di un’autorizzazione, comunque denominata, previste dal presente
testo unico comunicano preventivamente all’Agenzia il proprio indirizzo di PEC”;
f) dopo l’articolo 24-bis e’ inserito il seguente:
“Art. 24-ter. (Gasolio commerciale). – 1. Il gasolio commerciale usato come carburante e’ assoggettato ad accisa con
l’applicazione dell’aliquota prevista per tale impiego dal numero 4-bis della tabella A allegata al presente testo unico.
2. Per gasolio commerciale usato come carburante si intende il gasolio impiegato da veicoli, ad eccezione di quelli di
categoria euro 2 o inferiore, utilizzati dal proprietario o in virtu’ di altro titolo che ne garantisca l’esclusiva disponibilita’,
per i seguenti scopi:
a) attivita’ di trasporto di merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate esercitata
da:
1) persone fisiche o giuridiche iscritte nell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
2) persone fisiche o giuridiche munite della licenza di esercizio dell’autotrasporto di cose in conto proprio e iscritte
nell’elenco appositamente istituito;
3) imprese stabilite in altri Stati membri dell’Unione europea, in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina
dell’Unione europea per l’esercizio della professione di trasportatore di merci su strada;
b) attivita’ di trasporto di persone svolta da:
1) enti pubblici o imprese pubbliche locali esercenti l’attivita’ di trasporto di cui al decreto legislativo 19 novembre
1997, n. 422, e alle relative leggi regionali di attuazione;
2) imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al decreto legislativo 21 novembre 2005,
n. 285;
3) imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n.
422;
4) imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al regolamento (CE) n. 1073/2009 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009.
3. E’ considerato altresi’ gasolio commerciale il gasolio impiegato per attivita’ di trasporto di persone svolta da enti
pubblici o imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico.
4. Il rimborso dell’onere conseguente alla maggiore accisa applicata al gasolio commerciale e’ determinato in misura
pari alla differenza tra l’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, di cui all’allegato I, e quella di cui al
comma 1 del presente articolo. Ai fini del predetto rimborso, i soggetti di cui ai commi 2 e 3 presentano apposita
dichiarazione al competente ufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli entro il mese successivo alla scadenza
di ciascun trimestre solare in cui e’ avvenuto il consumo del gasolio commerciale.
5. Il credito spettante ai sensi del comma 4 del presente articolo e’ riconosciuto, mediante la compensazione di cui all’
articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, entro il 31 dicembre dell’anno solare successivo a quello in
cui il medesimo credito e’ sorto per effetto del provvedimento di accoglimento o del decorso del termine di sessanta
giorni dal ricevimento della dichiarazione.
6. In alternativa a quanto previsto dal comma 5, il credito spettante ai sensi del comma 4 puo’ essere riconosciuto in
denaro”;
g) all’articolo 25:
1) al comma 4, primo periodo:
1.1) dopo la parola: “denuncia” sono inserite le seguenti: “, in possesso del provvedimento autorizzativo rilasciato ai
sensi delle disposizioni in materia di installazione ed esercizio di impianti di stoccaggio e di distribuzione di oli
minerali,”;
1.2) dopo le parole: “revoca, e” sono inserite le seguenti: “, fatta eccezione per gli impianti di distribuzione stradale di
gas naturale impiegato come carburante,”;
2) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
“4-bis. Fatto salvo quanto stabilito dal comma 4 per gli impianti di distribuzione stradale di gas naturale impiegato
come carburante, gli esercenti impianti di cui al comma 2, lettera b), annotano nel registro di carico e scarico
rispettivamente i quantitativi di prodotti ricevuti, distintamente per qualita’, e il numero risultante dalla lettura del
contatore totalizzatore delle singole colonnine di distribuzione installate, effettuata alla fine di ogni giornata, per
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 18
ciascun tipo di carburante erogato; al momento della chiusura annuale, entro trenta giorni dalla data dell’ultima
registrazione, i medesimi esercenti trasmettono all’ufficio dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli un prospetto
riepilogativo dei dati relativi alla movimentazione di ogni prodotto nell’intero anno, con evidenziazione delle rimanenze
contabili ed effettive e delle loro differenze.
4-ter. Con determinazione del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono stabiliti i tempi e le modalita’
per la presentazione dei dati di cui al comma 4-bis nonche’ dei dati relativi ai livelli e alle temperature dei serbatoi
installati, esclusivamente in forma telematica, in sostituzione del registro di carico e scarico, da parte degli esercenti
impianti di cui al comma 2, lettera b), funzionanti in modalita’ di self-service. I medesimi esercenti garantiscono, anche
tramite soggetti appositamente delegati, l’accesso presso l’impianto per l’esercizio dei poteri di cui all’articolo 18,
comma 2, entro ventiquattro ore dalla comunicazione dell’amministrazione finanziaria. In fase di accesso, presso
l’impianto sottoposto a verifica e’ resa disponibile la relativa documentazione contabile”;
h) all’articolo 27, comma 3, lettera b), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “ovvero impiegati come combustibile
per riscaldamento o come carburante, usi per i quali si applicano le disposizioni dell’articolo 21″;
i) l’articolo 28 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 28. (Depositi fiscali di alcole e bevande alcoliche). – 1. La produzione dell’alcole etilico, dei prodotti alcolici
intermedi e del vino nonche’ la fabbricazione della birra e delle bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra sono
effettuate in regime di deposito fiscale. Le attivita’ di fabbricazione dei prodotti sottoposti ad accisa in regime
sospensivo sono consentite, subordinatamente al rilascio della licenza di esercizio di cui all’articolo 63, nei seguenti
impianti:
a) nel settore dell’alcole etilico:
1) le distillerie;
2) gli opifici di rettificazione;
b) nel settore dei prodotti alcolici intermedi: gli stabilimenti di produzione;
c) nel settore della birra: le fabbriche e gli annessi opifici di condizionamento;
d) nel settore del vino, fatto salvo quanto previsto nell’articolo 37, comma 1, e nel settore delle bevande fermentate
diverse dal vino e dalla birra: le cantine e gli stabilimenti di produzione.
2. Il regime del deposito fiscale puo’ essere autorizzato, quando e’ funzionale a soddisfare oggettive condizioni di
operativita’ dell’impianto, nei casi seguenti:
a) opifici promiscui di trasformazione e di condizionamento nel settore dell’alcole etilico;
b) impianti e opifici di solo condizionamento dei prodotti soggetti ad accisa;
c) magazzini di invecchiamento degli spiriti;
d) magazzini delle distillerie e degli opifici di rettificazione ubicati fuori dei predetti impianti;
e) magazzini delle fabbriche e degli opifici di condizionamento di birra ubicati fuori dei predetti impianti;
f) impianti di condizionamento e depositi di vino e di bevande fermentate diverse dal vino e dalla birra che effettuano
movimentazioni intracomunitarie;
g) fabbriche di birra con produzione annua non superiore a 10.000 ettolitri;
h) depositi doganali autorizzati a custodire prodotti sottoposti ad accisa.
3. La gestione in regime di deposito fiscale puo’ essere autorizzata per i magazzini di commercianti all’ingrosso di
prodotti soggetti ad accisa quando, oltre a ricorrere la condizione di cui al comma 2, la detenzione di prodotti in
regime sospensivo risponde ad adeguate esigenze economiche.
4. L’esercizio dei depositi fiscali autorizzati ai sensi dei commi 2 e 3 e’ subordinato al rilascio della licenza di cui
all’articolo 63.
5. La cauzione prevista dall’articolo 5, comma 3, in relazione alla quantita’ massima di prodotti che puo’ essere
detenuta nel deposito fiscale, e’ dovuta nelle seguenti misure, riferite all’ammontare dell’accisa gravante sui prodotti
custoditi:
a) 1 per cento, per gli stabilimenti e opifici di cui al comma 1 e per gli opifici di cui al comma 2, lettere a), c) e g);
b) 10 per cento, per tutti gli altri impianti e magazzini; per gli esercenti che hanno aderito alla tenuta dei dati relativi
alle contabilita’ dei prodotti esclusivamente in forma telematica si applica quanto indicato alla lettera a).
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 19
6. La cauzione di cui al comma 5 e’ dovuta in misura pari all’ammontare dell’accisa se i prodotti custoditi sono
condizionati e muniti di contrassegno fiscale.
7. Nei recinti dei depositi fiscali non possono essere detenuti prodotti alcolici ad imposta assolta, eccetto quelli
strettamente necessari per il consumo aziendale, stabiliti per quantita’ e qualita’ dal competente ufficio dell’Agenzia
delle dogane e dei monopoli”;
l) all’articolo 35:
1) al comma 1:
1.1) al terzo periodo, dopo la parola: “derivata” sono inserite le seguenti: “, con esclusione degli zuccheri contenuti in
bevande non alcoliche aggiunte alla birra prodotta”;
1.2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Con determinazione del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei
monopoli sono stabiliti o variati i metodi di rilevazione del grado Plato.”;
2) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
“2. Per il controllo della produzione sono installati misuratori delle materie prime nonche’ contatori per la
determinazione del numero degli imballaggi preconfezionati e delle confezioni e, nei casi previsti, della birra a monte
del condizionamento e dei semilavorati. Ultimate le operazioni di condizionamento, il prodotto e’ custodito in apposito
magazzino, preso in carico dal depositario e accertato dall’ufficio dell’Agenzia”;
3) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
“3. Il condizionamento della birra puo’ essere effettuato anche in fabbriche diverse da quella di produzione o in
appositi opifici di imbottigliamento gestiti in regime di deposito fiscale, presso cui sono installati i contatori per la
determinazione del numero degli imballaggi preconfezionati e delle confezioni”;
4) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:
“4. Per le fabbriche che hanno una potenzialita’ di produzione mensile non superiore a venti ettolitri, e’ in facolta’
dell’Agenzia stipulare convenzioni di abbonamento, valevoli per un anno, con corresponsione dell’accisa convenuta in
due rate semestrali anticipate, ferma restando l’applicabilita’ del comma 3-bis”;
5) al comma 6, lettera a), la parola: “due” e’ sostituita dalla seguente: “tre”;
m) all’articolo 36, comma 4, la parola: “Negli” e’ sostituita dalle seguenti: “Fatto salvo quanto previsto dal comma
1-bis dell’articolo 37, negli”;
n) all’articolo 37, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
“1-bis. In vigenza dell’aliquota d’accisa zero, fermi restando i vincoli di circolazione previsti in caso di trasferimenti
all’interno dell’Unione europea, la circolazione del vino nel territorio dello Stato avviene con la scorta dei documenti di
accompagnamento previsti dalle disposizioni relative al settore vitivinicolo per i trasporti che iniziano e si concludono
nel territorio nazionale. Gli obblighi di contabilizzazione annuale dei dati di produzione e di redazione dell’inventario
fisico delle materie prime, dei prodotti semilavorati e dei prodotti finiti sono assolti dagli esercenti i depositi fiscali di
vino mediante le dichiarazioni obbligatorie e la tenuta dei registri, compresa la rilevazione delle giacenze effettive in
occasione della chiusura annua dei conti, disciplinati dal regolamento (CE) n. 436/2009 della Commissione, del 26
maggio 2009″;
o) alla tabella A:
1) dopo il numero 4 e’ inserito il seguente:
“4-bis. Gasolio commerciale usato come carburante: euro 403,22 per mille litri”;
2) il numero 9 e’ sostituito dal seguente:
“9. Produzione di forza motrice con motori fissi, azionati con prodotti energetici diversi dal gas naturale e utilizzati
all’interno di delimitati stabilimenti industriali, agricolo-industriali, laboratori, cantieri di ricerche di idrocarburi e di forze
endogene e cantieri di costruzione e azionamento di macchine impiegate nei porti, non ammesse alla circolazione su
strada, destinate alla movimentazione di merci per operazioni di trasbordo: 30 per cento aliquota normale”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 20
Articolo 5 – Art. 5 Dichiarazione integrativa a favore e ravvedimento
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’articolo 2, i commi 8 e 8-bis sono sostituiti dai seguenti:
“8. Salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando l’applicazione dell’articolo 13 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472, le dichiarazioni dei redditi, dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e dei sostituti
d’imposta possono essere integrate per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato
l’indicazione di un maggiore o di un minore imponibile o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d’imposta
ovvero di un maggiore o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione da presentare, secondo le
disposizioni di cui all’articolo 3, utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la
dichiarazione, non oltre i termini stabiliti dall’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600.
8-bis. L’eventuale credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni di cui al
comma 8 puo’ essere utilizzato in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241. Ferma restando in ogni caso l’applicabilita’ della disposizione di cui al primo periodo per i casi di correzione di
errori contabili di competenza, nel caso in cui la dichiarazione oggetto di integrazione a favore sia presentata oltre il
termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo, il credito di cui al
periodo precedente puo’ essere utilizzato in compensazione, ai sensi del citato articolo 17 del decreto legislativo n.
241 del 1997, per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui e’
stata presentata la dichiarazione integrativa; in tal caso, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui e’
presentata la dichiarazione integrativa e’ indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante
dalla dichiarazione integrativa. Resta ferma in ogni caso per il contribuente la possibilita’ di far valere, anche in sede
di accertamento o di giudizio, eventuali errori, di fatto o di diritto, che abbiano inciso sull’obbligazione tributaria,
determinando l’indicazione di un maggiore imponibile, di un maggiore debito d’imposta o, comunque, di un minore
credito”;
b) all’articolo 8:
1) al comma 6, le parole: “all’articolo 2, commi 7, 8, 8-bis e 9” sono sostituite dalle seguenti: “all’articolo 2, commi 7 e
9″;
2) dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:
“6-bis. Salva l’applicazione delle sanzioni e ferma restando l’applicazione dell’articolo 13 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472, le dichiarazioni dell’imposta sul valore aggiunto possono essere integrate per correggere
errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l’indicazione di un maggiore o di un minore imponibile o,
comunque, di un maggiore o di un minore debito d’imposta ovvero di una maggiore o di una minore eccedenza
detraibile, mediante successiva dichiarazione da presentare, secondo le disposizioni di cui all’articolo 3, utilizzando
modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, non oltre i termini stabiliti
dall’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
6-ter. L’eventuale credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle
dichiarazioni di cui al comma 6-bis, presentate entro il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione
relativa al periodo d’imposta successivo, puo’ essere portato in detrazione in sede di liquidazione periodica o di
dichiarazione annuale, ovvero utilizzato in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, ovvero, sempreche’ ricorrano per l’anno per cui e’ presentata la dichiarazione integrativa i requisiti di cui
agli articoli 30 e 34, comma 9, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, chiesto a
rimborso.
6-quater. L’eventuale credito derivante dal minor debito o dalla maggiore eccedenza detraibile risultante dalle
dichiarazioni di cui al comma 6-bis, presentate oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione
relativa al periodo d’imposta successivo, puo’ essere chiesto a rimborso ove ricorrano, per l’anno per cui e’ presentata
la dichiarazione integrativa, i requisiti di cui agli articoli 30 e 34, comma 9, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, ovvero puo’ essere utilizzato in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta
successivo a quello in cui e’ stata presentata la dichiarazione integrativa. Nella dichiarazione relativa al periodo
d’imposta in cui e’ presentata la dichiarazione integrativa e’ indicato il credito derivante dal minor debito o dal
maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa.
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 21
6-quinquies. Resta ferma in ogni caso per il contribuente la possibilita’ di far valere, anche in sede di accertamento o
di giudizio, eventuali errori, di fatto o di diritto, che abbiano inciso sull’obbligazione tributaria, determinando
l’indicazione di un maggiore imponibile, di un maggiore debito d’imposta o, comunque, di una minore eccedenza
detraibile”.
1-bis. All’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1-bis sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e, limitatamente alle lettere b-bis) e b-ter), ai tributi
doganali e alle accise amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli”;
b) al comma 1-ter e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“La preclusione di cui al comma 1, primo periodo, salva la notifica di avvisi di pagamento e atti di accertamento, non
opera neanche per i tributi doganali e per le accise amministrati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli.”.
2. All’articolo 1, comma 640, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’alinea, le parole: “degli articoli 2, comma 8” sono sostituite dalle seguenti: “degli articoli 2, comma 8, e 8, comma
6-bis”;
b) alla lettera b), le parole: “agli elementi” sono sostituite dalle seguenti: “ai soli elementi”.
2-bis. La lettera c) del comma 1 dell’articolo 22 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e’ sostituita dalla seguente:
“c) le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo e su
quelli tassati separatamente. Le ritenute operate nell’anno successivo a quello di competenza dei redditi e
anteriormente alla presentazione della dichiarazione dei redditi possono essere scomputate dall’imposta relativa al
periodo d’imposta di competenza dei redditi o, alternativamente, dall’imposta relativa al periodo d’imposta nel quale
sono state operate. Le ritenute operate dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi si scomputano
dall’imposta relativa al periodo d’imposta nel quale sono state operate. Le ritenute operate sui redditi delle societa’,
associazioni e imprese indicate nell’articolo 5 si scomputano, nella proporzione ivi stabilita, dalle imposte dovute dai
singoli soci, associati o partecipanti”.
2-ter. Al primo periodo del terzo comma dell’articolo 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, dopo le parole: “purche’ gia’ operata al momento della presentazione della dichiarazione
annuale” sono aggiunte le seguenti: “, o, alternativamente, dall’imposta relativa al periodo di imposta nel quale e’ stata
operata”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 22
Articolo 5 bis –
Art. 5-bis. Definizione delle controversie in materia di accise e di IVA afferente.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Al fine di agevolare la soluzione del contenzioso pendente in materia di accise e di IVA afferente, l’Agenzia delle
dogane e dei monopoli e’ autorizzata a definire con transazioni, entro il 30 settembre 2017, le liti fiscali pendenti alla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, aventi ad oggetto il recupero dell’accisa su
prodotti energetici, alcol e bevande alcoliche, alle seguenti condizioni:
a) le imposte oggetto del contenzioso devono riferirsi a fatti verificatisi anteriormente al 1º aprile 2010;
b) al soggetto passivo d’imposta e’ data facolta’ di estinguere la pretesa tributaria procedendo al pagamento, da
effettuare entro sessanta giorni dalla data di stipula della transazione, di un importo almeno pari al 20 per cento
dell’accisa e della relativa imposta sul valore aggiunto per cui e’ causa, senza corresponsione di interessi, indennita’
di mora e sanzioni.
2. E’ consentito al soggetto passivo d’imposta di effettuare il pagamento dell’importo dovuto di cui al comma 1
mediante rate annuali, non superiori a sette, previa comunicazione al competente Ufficio delle dogane e versamento
della prima rata entro la medesima scadenza prevista al comma 1, lettera b); sulle somme rateizzate sono dovuti gli
interessi nella misura stabilita dall’articolo 1284 del codice civile, maggiorata di 2 punti. Resta fermo il recupero
delle imposte nei confronti del responsabile del reato.
3. I contenziosi di cui al comma 1, alinea, sono sospesi, a richiesta del soggetto obbligato, per il quale ricorrano le
condizioni di cui al medesimo comma, che dichiari di volersi avvalere delle disposizioni del presente articolo. Il
pagamento di quanto previsto determina l’estinzione delle liti fiscali pendenti a tale titolo, in ogni stato e grado di
giudizio.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano solo qualora sia stato definito il procedimento penale,
eventualmente instaurato per i medesimi fatti dai quali deriva il contenzioso fiscale, senza che sia stata pronunciata
una sentenza di condanna passata in giudicato in cui sia riconosciuto dolo o colpa grave dello stesso soggetto
obbligato.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 23
Articolo 6 – Art. 6 Definizione agevolata
In vigore dal 11/04/2017
Modificato da: Decreto-legge del 09/02/2017 n. 8 Articolo 11
1. Relativamente ai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, i debitori possono estinguere il debito
senza corrispondere le sanzioni comprese in tali carichi, gli interessi di mora di cui all’articolo 30, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di
cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46, provvedendo al pagamento integrale
delle somme di cui alle lettere a) e b), dilazionato in rate sulle quali sono dovuti, a decorrere dal 1º agosto 2017, gli
interessi nella misura di cui all’articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del
1973. Fermo restando che il 70 per cento delle somme complessivamente dovute deve essere versato nell’anno 2017
e il restante 30 per cento nell’anno 2018, e’ effettuato il pagamento, per l’importo da versare distintamente in ciascuno
dei due anni, in rate di pari ammontare, nel numero massimo di tre rate nel 2017 e di due rate nel 2018:
a) delle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi;
b) di quelle maturate a favore dell’agente della riscossione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile
1999, n. 112, a titolo di aggio sulle somme di cui alla lettera a) e di rimborso delle spese per le procedure esecutive,
nonche’ di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.
2. Ai fini della definizione di cui al comma 1, il debitore manifesta all’agente della riscossione la sua volonta’ di
avvalersene, rendendo, entro il 21 aprile 2017, apposita dichiarazione, con le modalita’ e in conformita’ alla
modulistica che lo stesso agente della riscossione pubblica sul proprio sito internet nel termine massimo di quindici
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto; in tale dichiarazione il debitore indica altresi’ il numero di
rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro il limite massimo previsto dal comma 1, nonche’ la pendenza di
giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, e assume l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi.
Entro la stessa data del 21 aprile 2017 il debitore puo’ integrare, con le predette modalita’, la dichiarazione presentata
anteriormente a tale data.
3. Entro il 15 giugno 2017, l’agente della riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione di cui
al comma 2 l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonche’ quello delle singole rate, e
il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse, attenendosi ai seguenti criteri:
a) per l’anno 2017, la scadenza delle singole rate e’ fissata nei mesi di luglio, settembre e novembre;
b) per l’anno 2018, la scadenza delle singole rate e’ fissata nei mesi di aprile e settembre.
3-bis. Ai fini di cui al comma 1, l’agente della riscossione fornisce ai debitori i dati necessari a individuare i carichi
definibili ai sensi dello stesso comma 1:
a) presso i propri sportelli;
b) nell’area riservata del proprio sito internet istituzionale.
3-ter. Entro il 28 febbraio 2017, l’agente della riscossione, con posta ordinaria, avvisa il debitore dei carichi affidati
nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, gli risulta non ancora notificata la cartella di pagamento
ovvero inviata l’informazione di cui all’articolo 29, comma 1, lettera b), ultimo periodo, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ovvero notificato l’avviso di
addebito di cui all’articolo 30, comma 1, del medesimo decreto-legge n. 78 del 2010.
4. In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una rata di quelle in cui e’
stato dilazionato il pagamento delle somme di cui al comma 1, lettere a) e b), la definizione non produce effetti e
riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto della dichiarazione di
cui al comma 2. In tal caso, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente
dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della
riscossione prosegue l’attivita’ di recupero e il cui pagamento non puo’ essere rateizzato ai sensi dell’articolo 19 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
4-bis. Limitatamente ai carichi non inclusi in precedenti piani di dilazione in essere alla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, la preclusione della rateizzazione di cui al comma 4, ultimo periodo, non
opera se, alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 1, erano trascorsi meno di sessanta giorni
dalla data di notifica della cartella di pagamento ovvero dell’avviso di accertamento di cui all’articolo 29, comma 1,
lettera a), del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, ovvero dell’avviso di addebito di cui all’articolo 30, comma 1, del medesimo decreto-legge n. 78 del 2010.
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 24
5. A seguito della presentazione della dichiarazione di cui al comma 2, sono sospesi i termini di prescrizione e
decadenza per il recupero dei carichi che sono oggetto di tale dichiarazione e, fermo restando quanto previsto dal
comma 8, sono altresi’ sospesi, per i carichi oggetto della domanda di definizione di cui al comma 1, fino alla
scadenza della prima o unica rata delle somme dovute, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in
essere relativamente alle rate di tali dilazioni in scadenza in data successiva al 31 dicembre 2016. L’agente della
riscossione, relativamente ai carichi definibili ai sensi del presente articolo, non puo’ avviare nuove azioni esecutive
ovvero iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche gia’ iscritti alla data
di presentazione della dichiarazione, e non puo’ altresi’ proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente
avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata
istanza di assegnazione ovvero non sia stato gia’ emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
6. Ai pagamenti dilazionati previsti dal presente articolo non si applicano le disposizioni dell’articolo 19 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
7. Il pagamento delle somme dovute per la definizione puo’ essere effettuato:
a) mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore nella dichiarazione resa ai sensi del
comma 2;
b) mediante bollettini precompilati, che l’agente della riscossione e’ tenuto ad allegare alla comunicazione di cui al
comma 3, se il debitore non ha richiesto di eseguire il versamento con le modalita’ previste dalla lettera a) del
presente comma;
c) presso gli sportelli dell’agente della riscossione.
8. La facolta’ di definizione prevista dal comma 1 puo’ essere esercitata anche dai debitori che hanno gia’ pagato
parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dall’agente della riscossione, le somme dovute
relativamente ai carichi indicati al comma 1 e purche’, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i
versamenti con scadenza dal l° ottobre al 31 dicembre 2016. In tal caso:
a) ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da versare ai sensi del comma 1, lettere a) e b), si tiene
conto esclusivamente degli importi gia’ versati a titolo di capitale e interessi compresi nei carichi affidati, nonche’, ai
sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, di aggio e di rimborso delle spese per le
procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento;
b) restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione,
a titolo di sanzioni comprese nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora di cui all’articolo 30,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e di sanzioni e somme
aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46;
c) il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai
carichi definibili, la revoca automatica dell’eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata
dall’agente della riscossione.
9. Il debitore, se per effetto dei pagamenti parziali di cui al comma 8, computati con le modalita’ ivi indicate, ha gia’
integralmente corrisposto quanto dovuto ai sensi del comma 1, per beneficiare degli effetti della definizione deve
comunque manifestare la sua volonta’ di aderirvi con le modalita’ previste dal comma 2.
9-bis. Sono altresi’ compresi nella definizione agevolata di cui al comma 1 i carichi affidati agli agenti della riscossione
che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori ai sensi del capo II, sezione
prima, della legge 27 gennaio 2012, n. 3.
9-ter. Nelle proposte di accordo o del piano del consumatore presentate ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della
legge 27 gennaio 2012, n. 3, i debitori possono estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni, gli interessi di
mora di cui all’articolo 30, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602,
ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999,
n. 46, provvedendo al pagamento del debito, anche falcidiato, nelle modalita’ e nei tempi eventualmente previsti nel
decreto di omologazione dell’accordo o del piano del consumatore.
10. Sono esclusi dalla definizione di cui al comma 1 i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:
a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE,
Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta
sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del
Consiglio, del 13 luglio 2015;
c) i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
d) le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 25
e) (lettera abrogata, a decorrere dal 3 dicembre 2016, dalla legge di conversione 1° dicembre 2016 n. 225);
e-bis) le altre sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai
contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali (1).
11. Per le sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992,
n. 285, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente agli interessi, compresi quelli di cui all’articolo
27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689.
12. A seguito del pagamento delle somme di cui al comma 1, l’agente della riscossione e’ automaticamente
discaricato dell’importo residuo. Al fine di consentire agli enti creditori di eliminare dalle proprie scritture patrimoniali i
crediti corrispondenti alle quote discaricate, lo stesso agente della riscossione trasmette, anche in via telematica, a
ciascun ente interessato, entro il 30 giugno 2019, l’elenco dei debitori che hanno esercitato la facolta’ di definizione e
dei codici tributo per i quali e’ stato effettuato il versamento.
12-bis. All’articolo 1, comma 684, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
“Le comunicazioni di inesigibilita’ relative a quote affidate agli agenti della riscossione dal 1º gennaio 2000 al 31
dicembre 2015, anche da soggetti creditori che hanno cessato o cessano di avvalersi delle societa’ del Gruppo
Equitalia Spa, sono presentate, per i ruoli consegnati negli anni 2014 e 2015, entro il 31 dicembre 2019 e, per quelli
consegnati fino al 31 dicembre 2013, per singole annualita’ di consegna partendo dalla piu’ recente, entro il 31
dicembre di ciascun anno successivo al 2019″.
13. Alle somme occorrenti per aderire alla definizione di cui al comma 1, che sono oggetto di procedura concorsuale,
nonche’ in tutte le procedure di composizione negoziale della crisi d’impresa previste dal regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, si applica la disciplina dei crediti prededucibili di cui agli articoli 111 e 111-bis del regio decreto 16
marzo 1942, n. 267.
13-bis. La definizione agevolata prevista dal presente articolo puo’ riguardare il singolo carico iscritto a ruolo o
affidato.
13-ter. Per i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016 relativamente ai soggetti cui si applicano le
disposizioni recate dall’articolo 48, comma 1, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, sono prorogati di un anno i termini e le scadenze previsti dai
commi 1, 2, 3, 3-ter e 12 del presente articolo.
(1) Per l’interpretazione autentica delle disposizioni contenute nella presente lettera vedasi l’art. 11, comma 10-bis
decreto-legge 8 febbraio 2017 n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2017 n. 45.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 26
Articolo 6 bis –
Art. 6-bis. Rappresentanza e assistenza dei contribuenti.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. All’articolo 63, secondo comma, terzo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600, dopo le parole: “decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545” sono inserite le seguenti: “, o ai
professionisti di cui alla norma UNI 11511 certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4,”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 27
Articolo 6 ter –
Art. 6-ter. Definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali.
In vigore dal 10/02/2017
Modificato da: Decreto-legge del 09/02/2017 n. 8 Articolo 11
1. Con riferimento alle entrate, anche tributarie, delle regioni, delle province, delle citta’ metropolitane e dei comuni,
non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale ai sensi del testo unico delle disposizioni di legge
relative alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910, n. 639, notificati,
negli anni dal 2000 al 2016, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione di cui all’articolo 53 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, i medesimi enti territoriali possono stabilire, entro il termine fissato per la
deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali per l’esercizio 2017, con le forme previste dalla
legislazione vigente per l’adozione dei propri atti destinati a disciplinare le entrate stesse, l’esclusione delle sanzioni
relative alle predette entrate. Gli enti territoriali, entro trenta giorni, danno notizia dell’adozione dell’atto di cui al primo
periodo mediante pubblicazione nel proprio sito internet istituzionale.
2. Con il provvedimento di cui al comma 1 gli enti territoriali stabiliscono anche:
a) il numero di rate e la relativa scadenza, che non puo’ superare il 30 settembre 2018;
b) le modalita’ con cui il debitore manifesta la sua volonta’ di avvalersi della definizione agevolata;
c) i termini per la presentazione dell’istanza in cui il debitore indica il numero di rate con il quale intende effettuare il
pagamento, nonche’ la pendenza di giudizi aventi a oggetto i debiti cui si riferisce l’istanza stessa, assumendo
l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi;
d) il termine entro il quale l’ente territoriale o il concessionario della riscossione trasmette ai debitori la comunicazione
nella quale sono indicati l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione agevolata, quello delle
singole rate e la scadenza delle stesse.
3. A seguito della presentazione dell’istanza, sono sospesi i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero
delle somme oggetto di tale istanza.
4. In caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una delle rate in cui e’ stato
dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di
prescrizione e di decadenza per il recupero delle somme oggetto dell’istanza. In tale caso, i versamenti effettuati sono
acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto.
5. Si applicano i commi 10 e 11 dell’articolo 6.
6. Per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano l’attuazione delle disposizioni
del presente articolo avviene in conformita’ e compatibilmente con le forme e con le condizioni di speciale autonomia
previste dai rispettivi statuti.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 28
Articolo 7 – Art. 7 Riapertura dei termini della procedura di collaborazione volontaria e norme collegate
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Dopo l’articolo 5-septies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 1990, n. 227, e’ aggiunto il seguente articolo:
«Art. 5-octies (Riapertura dei termini della collaborazione volontaria). – 1. Dalla data di entrata in vigore del presente
articolo sino al 31 luglio 2017 e’ possibile avvalersi della procedura di collaborazione volontaria di cui agli articoli da
5-quater a 5-septies a condizione che il soggetto che presenta l’istanza non l’abbia gia’ presentata in precedenza,
anche per interposta persona, e ferme restando le cause ostative previste dall’articolo 5-quater, comma 2. Resta
impregiudicata la facolta’ di presentare l’istanza se, in precedenza, e’ stata gia’ presentata, entro il 30 novembre 2015,
ai soli fini di cui all’articolo 1, commi da 2 a 5, della legge 15 dicembre 2014, n. 186. L’integrazione dell’istanza, i
documenti e le informazioni di cui all’articolo 5-quater, comma 1, lettera a), possono essere presentati entro il 30
settembre 2017. Alle istanze presentate secondo le modalita’ stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia
delle entrate, si applicano gli articoli da 5-quater a 5-septies del presente decreto, l’articolo 1, commi da 2 a 5 della
legge 15 dicembre 2014, n. 186, e successive modificazioni, e l’articolo 2, comma 2, lettere b) e b-bis) del
decreto-legge 30 settembre 2015, n. 153, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 2015, n. 187, in
quanto compatibili e con le seguenti modificazioni:
a) le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016;
b) anche in deroga all’articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212, e successive modificazioni, i termini
di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni, all’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni, e all’articolo 20, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive
modificazioni, che scadono a decorrere dal 1° gennaio 2015, sono fissati al 31 dicembre 2018 per le sole attivita’
oggetto di collaborazione volontaria ai sensi del presente articolo, limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle
ritenute, ai contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura di collaborazione volontaria e per tutte le
annualita’ e le violazioni oggetto della procedura stessa, e al 30 giugno 2017 per le istanze presentate per la prima
volta ai sensi dell’articolo 5-quater, comma 5; non si applica l’ultimo periodo del comma 5 del predetto articolo
5-quater;
c) per le sole attivita’ oggetto di collaborazione volontaria ai sensi del presente articolo, gli interessati sono esonerati
dalla presentazione delle dichiarazioni di cui all’articolo 4 del presente decreto per il 2016 e per la frazione del periodo
d’imposta antecedente la data di presentazione dell’istanza, nonche’, per quelle suscettibili di generare redditi soggetti
a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, e per i redditi derivanti
dall’investimento in azioni o quote di fondi comuni di investimento non conformi alla direttiva 2009/65/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, per i quali e’ versata l’IRPEF con l’aliquota massima oltre alla
addizionale regionale e comunale, dalla indicazione dei redditi nella relativa dichiarazione, a condizione che le stesse
informazioni siano analiticamente illustrate nella relazione di accompagnamento; in tal caso provvedono
spontaneamente al versamento in unica soluzione, entro il 30 settembre 2017, di quanto dovuto a titolo di imposte,
interessi e, ove applicabili, sanzioni ridotte corrispondenti alle misure stabilite dall’articolo 13 del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni, per il 2016 e per la frazione del periodo d’imposta
antecedente la data di presentazione dell’istanza;
d) limitatamente alle attivita’ oggetto di collaborazione volontaria di cui al presente articolo, le condotte previste dall’
articolo 648-ter.1 del codice penale non sono punibili se commesse in relazione ai delitti previsti dal presente
decreto all’articolo 5-quinquies, comma 1, lettera a), sino alla data del versamento della prima o unica rata, secondo
quanto previsto alle lettere e) e f);
e) gli autori delle violazioni possono provvedere spontaneamente al versamento in unica soluzione di quanto dovuto a
titolo di imposte, ritenute, contributi, interessi e sanzioni in base all’istanza, entro il 30 settembre 2017, senza
avvalersi della compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni; il versamento puo’ essere ripartito in tre rate mensili di pari importo ed in tal caso il pagamento della
prima rata deve essere effettuato entro il 30 settembre 2017. Il versamento delle somme dovute nei termini e con le
modalita’ di cui al periodo precedente comporta i medesimi effetti degli articoli 5-quater e 5-quinquies del presente
decreto anche per l’ammontare delle sanzioni da versare per le violazioni dell’obbligo di dichiarazione di cui all’articolo
4, comma 1 e per le violazioni in materia di imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta
regionale sulle attivita’ produttive, imposta sul valore degli immobili all’estero, imposta sul valore delle attivita’
finanziarie all’estero e imposta sul valore aggiunto, anche in deroga all’articolo 3 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472. Ai fini della determinazione delle sanzioni dovute, si applicano le disposizioni dell’articolo 12,
commi 1 e 5, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, per le violazioni di cui all’articolo 4, comma 1, del
presente decreto e le disposizioni dell’articolo 12, comma 8, del medesimo decreto legislativo, per le violazioni in
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 29
materia di imposte, nonche’ le riduzioni delle misure sanzionatorie previste dall’articolo 5, comma 1-bis, del decreto
legislativo 19 giugno 1997, n. 218, nel testo vigente alla data del 30 dicembre 2014, e dall’articolo 16, comma 3,
del decreto legislativo n. 472 del 1997. Gli effetti di cui agli articoli 5-quater e 5-quinquies del presente decreto
decorrono dal momento del versamento di quanto dovuto in unica soluzione o della terza rata; in tali casi l’Agenzia
delle entrate comunica l’avvenuto perfezionamento della procedura di collaborazione volontaria con le modalita’ di
notifica tramite posta elettronica certificata previste nell’articolo 1, comma 133, della legge 28 dicembre 2015, n.
208;
f) se gli autori delle violazioni non provvedono spontaneamente al versamento delle somme dovute entro il termine di
cui alla lettera e) o qualora il versamento delle somme dovute risulti insufficiente, l’Agenzia, ai soli fini della procedura
di collaborazione volontaria di cui al presente articolo e limitatamente agli imponibili, alle imposte, alle ritenute, ai
contributi, alle sanzioni e agli interessi relativi alla procedura e per tutte le annualita’ e le violazioni oggetto della
stessa, puo’ applicare, fino al 31 dicembre 2018, le disposizioni di cui all’articolo 5, commi da 1-bis a 1-quinquies
del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218, nel testo vigente alla data del 30 dicembre 2014 e l’autore della
violazione puo’ versare le somme dovute in base all’invito di cui all’articolo 5, comma 1, del decreto legislativo 19
giugno 1997, n. 218, e successive modificazioni, entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la
comparizione, secondo le ulteriori modalita’ indicate nel comma 1-bis del medesimo articolo per l’adesione ai
contenuti dell’invito, ovvero le somme dovute in base all’accertamento con adesione entro venti giorni dalla redazione
dell’atto, oltre alle somme dovute in base all’atto di contestazione o al provvedimento di irrogazione delle sanzioni per
la violazione degli obblighi di dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1, del presente decreto entro il termine per la
proposizione del ricorso, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive
modificazioni, senza avvalersi della compensazione prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, e successive modificazioni. Il mancato pagamento di una delle rate comporta il venir meno degli effetti della
procedura. Ai soli fini della procedura di collaborazione volontaria di cui al presente articolo, per tutti gli atti che per
legge devono essere notificati al contribuente si applicano, in deroga ad ogni altra disposizione di legge, le modalita’
di notifica tramite posta elettronica certificata previste nell’articolo 1, comma 133, della legge 28 dicembre 2015, n.
208. Con esclusivo riguardo alla notifica tramite posta elettronica certificata effettuata ai sensi del periodo precedente,
e’ esclusa la ripetizione delle spese di notifica prevista dall’articolo 4, secondo comma, della legge 10 maggio
1976, n. 249, e successive modificazioni;
g) nelle ipotesi di cui alla lettera e) del presente comma:
1) se gli autori delle violazioni non provvedono spontaneamente al versamento delle somme dovute entro il termine
del 30 settembre 2017, in deroga all’articolo 5-quinquies, comma 4, le sanzioni di cui all’articolo 5, comma 2, sono
determinate in misura pari al 60 per cento del minimo edittale qualora ricorrano le ipotesi previste dalle lettere a), b) o
c) del citato comma 4 dell’articolo 5-quinquies e sono determinate in misura pari all’85 per cento del minimo edittale
negli altri casi; la medesima misura dell’85 per cento del minimo edittale si applica anche alle violazioni in materia di
imposte sui redditi e relative addizionali, di imposte sostitutive, di imposta regionale sulle attivita’ produttive, di imposta
sul valore degli immobili all’estero, di imposta sul valore delle attivita’ finanziarie all’estero, di imposta sul valore
aggiunto e di ritenute;
2) se gli autori delle violazioni provvedono spontaneamente al versamento delle somme dovute in misura
insufficiente: 1.1) per una frazione superiore al 10 per cento delle somme da versare se tali somme sono afferenti ai
soli redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e alle
sanzioni, incluse quelle sulle attivita’ suscettibili di generare tali redditi, o 1.2) per una frazione superiore al 30 per
cento delle somme da versare negli altri casi, fermo restando il versamento effettuato, l’Agenzia, secondo le
procedure previste dalla lettera f) del presente comma, provvede al recupero delle somme ancora dovute, calcolate ai
sensi del numero 1) della presente lettera, maggiorando le somme da versare del 10 per cento;
3) se gli autori delle violazioni provvedono spontaneamente al versamento delle somme dovute in misura
insufficiente: 1.1) per una frazione inferiore o uguale al 10 per cento delle somme da versare se tali somme sono
afferenti ai soli redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e
alle sanzioni, incluse quelle sulle attivita’ suscettibili di generare tali redditi, o 1.2) per una frazione inferiore o uguale
al 30 per cento delle somme da versare negli altri casi, fermo restando il versamento effettuato, l’Agenzia, secondo le
procedure previste dalla lettera f) del presente comma, provvede al recupero delle somme ancora dovute, calcolate ai
sensi del punto 1) della presente lettera, maggiorando le somme da versare del 3 per cento;
4) se gli autori delle violazioni provvedono spontaneamente al versamento delle somme dovute in misura superiore
alle somme da versare, l’eccedenza puo’ essere richiesta a rimborso o utilizzata in compensazione;
h) la misura della sanzione minima fissata dall’articolo 5-quinquies, comma 7, prevista per le violazioni dell’obbligo di
dichiarazione di cui all’articolo 4, comma 1, indicata nell’articolo 5, comma 2, secondo periodo, nei casi di detenzione
di investimenti all’estero ovvero di attivita’ estere di natura finanziaria negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato
di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
107 del 10 maggio 1999, e al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 273 del 23 novembre 2001, opera altresi’ se e’ entrato in vigore prima del presente articolo
un accordo che consente un effettivo scambio di informazioni ai sensi dell’articolo 26 del modello di convenzione
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 30
contro le doppie imposizioni predisposto dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE),
ovvero se e’ entrato in vigore prima del presente articolo un accordo conforme al modello di accordo per lo scambio di
informazioni elaborato nel 2002 dall’OCSE e denominato Tax Information Exchange Agreement (TIEA);
i) chiunque fraudolentemente si avvale della procedura di cui agli articoli da 5-quater a 5-septies al fine di far
emergere attivita’ finanziarie e patrimoniali o denaro contante provenienti da reati diversi da quelli di cui all’articolo
5-quinquies, comma 1, lettera a), e’ punito con la medesima sanzione prevista per il reato di cui all’articolo 5-septies.
Resta ferma l’applicabilita’ degli articoli 648-bis, 648-ter, 648-ter.1 del codice penale e dell’articolo 12-quinquies
del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, e
successive modificazioni.
2. Al ricorrere della condizione di cui al comma 1, lettera h), non si applica il raddoppio delle sanzioni di cui all’articolo
12, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge
3 agosto 2009, n. 102 e, se ricorrono congiuntamente anche le condizioni previste dall’articolo 5-quinquies, commi 4
e 5, del presente decreto, non opera il raddoppio dei termini di cui all’articolo 12, commi 2-bis e 2-ter, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
3. Possono avvalersi della procedura di collaborazione volontaria prevista dalle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 per
sanare le violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte
sostitutive delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e dell’imposta sul valore aggiunto,
nonche’ le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta, commesse sino al 30 settembre 2016, anche
contribuenti diversi da quelli indicati nell’articolo 4, comma 1, del presente decreto e i contribuenti destinatari degli
obblighi dichiarativi ivi previsti che vi abbiano adempiuto correttamente. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo
1, commi da 2 a 5, della citata legge n. 186 del 2014. Resta impregiudicata la facolta’ di presentare l’istanza se, in
precedenza, e’ stata gia’ presentata, entro il 30 novembre 2015, ai soli fini di cui agli articoli da 5-quater a 5-septies
del presente decreto. Se la collaborazione volontaria ha ad oggetto contanti o valori al portatore, si presume, salva
prova contraria, che essi siano derivati da redditi conseguiti, in quote costanti, a seguito di violazione degli obblighi di
dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi,
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e dell’imposta sul valore aggiunto, nonche’ di violazioni relative alla
dichiarazione dei sostituti di imposta, commesse nell’anno 2015 e nei quattro periodi d’imposta precedenti, e i
contribuenti:
a) rilasciano unitamente alla presentazione dell’istanza una dichiarazione in cui attestano che l’origine di tali valori non
deriva da condotte costituenti reati diversi da quelli previsti dall’articolo 5-quinquies, comma 1, lettere a) e b);
b) provvedono, entro la data di presentazione della relazione e dei documenti allegati, all’apertura e all’inventario in
presenza di un notaio, che ne accerti il contenuto all’interno di un apposito verbale, di eventuali cassette di sicurezza
nelle quali i valori oggetto di collaborazione volontaria sono custoditi;
c) provvedono, entro la data di presentazione della relazione e dei documenti allegati, al versamento dei contanti e al
deposito dei valori al portatore presso intermediari finanziari, a cio’ abilitati, in un rapporto vincolato fino alla
conclusione della procedura. Per i professionisti e intermediari che assistono i contribuenti nell’ambito della procedura
di collaborazione volontaria, restano fermi gli obblighi prescritti per finalita’ di prevenzione del riciclaggio e di
finanziamento del terrorismo di cui al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 e successive modificazioni. A
tal fine, in occasione degli adempimenti previsti per l’adeguata verifica della clientela, i contribuenti dichiarano
modalita’ e circostanze di acquisizione dei contanti e valori al portatore oggetto della procedura».
2. Il provvedimento di cui all’articolo 5-octies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, introdotto dal comma 1 del presente articolo, e’ adottato entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Per i contribuenti che si sono
avvalsi delle disposizioni di cui agli articoli da 5-quater a 5-septies del decreto-legge n. 167 del 1990, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 227 del 1990, introdotti dall’articolo 1, comma 1, della legge 15 dicembre 2014, n.
186, non si applicano le sanzioni in caso di omissione degli adempimenti previsti dall’articolo 4, comma 1, del
medesimo decreto-legge n. 167 del 1990, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 227 del 1990, per i periodi
d’imposta successivi a quelli per i quali si sono perfezionati gli adempimenti connessi alle disposizioni di cui alla citata
legge n. 186 del 2014, a condizione che gli adempimenti medesimi siano eseguiti entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. Dopo il comma 17 dell’articolo 83 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, sono inseriti i seguenti commi:
«17-bis. I comuni, fermi restando gli obblighi di comunicazione all’Agenzia delle entrate di cui al comma 16, inviano
entro i sei mesi successivi alla richiesta di iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero i dati dei richiedenti
alla predetta agenzia al fine della formazione di liste selettive per i controlli relativi ad attivita’ finanziarie e investimenti
patrimoniali esteri non dichiarati; le modalita’ di comunicazione e i criteri per la formazione delle liste sono disciplinati
con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate da adottarsi entro tre mesi dall’entrata in vigore della
presente disposizione.
17-ter. In fase di prima attuazione delle disposizioni del comma 17-bis, le attivita’ ivi previste da parte dei comuni e
dell’Agenzia delle entrate vengono esercitate anche nei confronti delle persone fisiche che hanno chiesto l’iscrizione
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 31
nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero a decorrere dal 1° gennaio 2010 e ai fini della formazione delle liste
selettive si terra’ conto della eventuale mancata presentazione delle istanze di collaborazione volontaria di cui agli
articoli da 5-quater a 5-octies del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge
4 agosto 1990, n. 227.».
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 32
Articolo 7 bis –
Art. 7-bis. Introduzione di indici sintetici di affidabilita’ per la promozione dell’osservanza degli obblighi fiscali, per la
semplificazione degli adempimenti e per la contestuale soppressione della disciplina degli studi di settore.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017, con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze sono individuati indici sintetici di affidabilita’ fiscale cui sono collegati livelli di premialita’ per i contribuenti piu’
affidabili, anche consistenti nell’esclusione o nella riduzione dei termini per gli accertamenti, al fine di promuovere
l’adempimento degli obblighi tributari e il rafforzamento della collaborazione tra l’Amministrazione finanziaria e i
contribuenti.
2. Contestualmente all’adozione degli indici di cui al comma 1 cessano di avere effetto, al fine dell’accertamento dei
tributi, le disposizioni relative agli studi di settore previsti dall’articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n.
331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e ai parametri previsti dall’articolo 3, commi
da 181 a 189, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 33
Articolo 7 ter –
Art. 7-ter. Esenzione dell’Autorita’ nazionale anticorruzione dal vincolo di riduzione delle spese di funzionamento.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, non trova applicazione,
nel limite di 1 milione di euro per l’anno 2016 e di 10 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017, per l’Autorita’
nazionale anticorruzione, il vincolo di riduzione delle spese di funzionamento di cui all’articolo 19, comma 3, lettera
c), del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114. Alla
compensazione degli effetti finanziari derivanti dal primo periodo in termini di fabbisogno e di indebitamento netto,
nella misura di 1 milione di euro per l’esercizio 2016 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’esercizio 2017, si provvede
mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non previsti a legislazione
vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7
ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 34
Articolo 7 quater –
Art. 7-quater. Disposizioni in materia di semplificazione fiscale.
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. All’articolo 32, primo comma, numero 2), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “o compensi” sono soppresse;
b) dopo le parole: “rapporti od operazioni” sono inserite le seguenti: “per importi superiori a euro 1.000 giornalieri e,
comunque, a euro 5.000 mensili”.
2. All’articolo 110, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: “La conversione in
euro dei saldi di conto delle stabili organizzazioni all’estero si effettua secondo il cambio utilizzato nel bilancio in base
ai corretti principi contabili e le differenze rispetto ai saldi di conto dell’esercizio precedente non concorrono alla
formazione del reddito. Per le imprese che intrattengono in modo sistematico rapporti in valuta estera e’ consentita la
tenuta della contabilita’ plurimonetaria con l’applicazione del cambio utilizzato nel bilancio in base ai corretti principi
contabili ai saldi dei relativi conti”.
3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2016. Sono fatti salvi i comportamenti pregressi posti in essere in conformita’ alle disposizioni introdotte dal
comma 2.
4. L’importo della riserva di traduzione, risultante dal bilancio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre
2016, che abbia concorso alla formazione del reddito imponibile, e’ riassorbito in cinque quote costanti a decorrere dal
periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.
5. All’articolo 54, comma 5, secondo periodo, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo le parole: “alimenti e bevande” sono inserite le
seguenti: “, nonche’ le prestazioni di viaggio e trasporto,”. La disposizione di cui al periodo precedente si applica a
decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2017.
6. All’articolo 60 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e’ aggiunto, in fine, il
seguente comma:
“In deroga all’articolo 149-bis del codice di procedura civile e alle modalita’ di notificazione previste dalle norme
relative alle singole leggi d’imposta non compatibili con quelle di cui al presente comma, la notificazione degli avvisi e
degli altri atti che per legge devono essere notificati alle imprese individuali o costituite in forma societaria e ai
professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge dello Stato puo’ essere effettuata direttamente dal competente
ufficio con le modalita’ previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio
2005, n. 68, a mezzo di posta elettronica certificata, all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli
indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC). All’ufficio sono consentite la consultazione telematica e l’estrazione,
anche in forma massiva, di tali indirizzi. Se la casella di posta elettronica risulta satura, l’ufficio effettua un secondo
tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal primo invio. Se anche a seguito di tale tentativo la casella di
posta elettronica risulta satura oppure se l’indirizzo di posta elettronica del destinatario non risulta valido o attivo, la
notificazione deve essere eseguita mediante deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito internet della
societa’ InfoCamere Scpa e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso
nello stesso sito, per la durata di quindici giorni; l’ufficio inoltre da’ notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione
dell’atto a mezzo di lettera raccomandata, senza ulteriori adempimenti a proprio carico. Ai fini del rispetto dei termini
di prescrizione e decadenza, la notificazione si intende comunque perfezionata per il notificante nel momento in cui il
suo gestore della casella di posta elettronica certificata gli trasmette la ricevuta di accettazione con la relativa
attestazione temporale che certifica l’avvenuta spedizione del messaggio, mentre per il destinatario si intende
perfezionata alla data di avvenuta consegna contenuta nella ricevuta che il gestore della casella di posta elettronica
certificata del destinatario trasmette all’ufficio o, nei casi di cui al periodo precedente, nel quindicesimo giorno
successivo a quello della pubblicazione dell’avviso nel sito internet della societa’ InfoCamere Scpa. Nelle more della
piena operativita’ dell’anagrafe nazionale della popolazione residente, per i soggetti diversi da quelli obbligati ad avere
un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell’INI-PEC, la notificazione puo’ essere eseguita a coloro che
ne facciano richiesta, all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui sono intestatari, all’indirizzo di posta elettronica
certificata di uno dei soggetti di cui all’articolo 12, comma 3, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546,
ovvero del coniuge, di un parente o affine entro il quarto grado di cui all’articolo 63, secondo comma, secondo
periodo, del presente decreto, specificamente incaricati di ricevere le notifiche per conto degli interessati, secondo le
modalita’ stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. Nelle ipotesi di cui al periodo precedente,
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 35
l’indirizzo dichiarato nella richiesta ha effetto, ai fini delle notificazioni, dal quinto giorno libero successivo a quello in
cui l’ufficio attesta la ricezione della richiesta stessa. Se la casella di posta elettronica del contribuente che ha
effettuato la richiesta risulta satura, l’ufficio effettua un secondo tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal
primo invio. Se anche a seguito di tale tentativo la casella di posta elettronica risulta satura oppure nei casi in cui
l’indirizzo di posta elettronica del contribuente non risulta valido o attivo, si applicano le disposizioni in materia di
notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente, comprese le
disposizioni del presente articolo diverse da quelle del presente comma e quelle del codice di procedura civile dalle
stesse non modificate, con esclusione dell’articolo 149-bis del codice di procedura civile”.
7. Le disposizioni di cui al comma 6 si applicano alle notificazioni degli avvisi e degli altri atti che per legge devono
essere notificati ai contribuenti effettuate a decorrere dal 1º luglio 2017. Resta ferma per gli avvisi e gli altri atti che
per legge devono essere notificati fino al 30 giugno 2017 la disciplina vigente prima della data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto.
8. Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di cui al settimo comma dell’articolo 60 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dal comma 6 del presente articolo, e’ emanato
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
9. All’articolo 26, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, le
parole da: “risultante dagli elenchi” fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: “del destinatario risultante
dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC), ovvero, per i soggetti che ne fanno
richiesta, diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell’INI-PEC,
all’indirizzo dichiarato all’atto della richiesta. In tali casi, si applicano le disposizioni dell’articolo 60 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600″.
10. Per soddisfare l’esigenza di massima tutela giurisdizionale del debitore iscritto a ruolo, le notificazioni delle cartelle
e degli altri atti della riscossione relative alle imprese individuali o costituite in forma societaria, ai professionisti iscritti
in albi o elenchi e agli altri soggetti che hanno richiesto la notificazione all’indirizzo di posta elettronica certificata,
eventualmente eseguite nel periodo dal 1º giugno 2016 alla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto con modalita’ diverse dalla posta elettronica certificata, sono rinnovate mediante invio all’indirizzo di
posta elettronica certificata del destinatario e i termini di impugnazione degli stessi atti decorrono, in via esclusiva,
dalla data di rinnovazione della notificazione.
11. La notificazione degli atti relativi alle operazioni catastali e alle correlate sanzioni, che per legge devono essere
notificate ai soggetti obbligati alle dichiarazioni di aggiornamento, puo’ essere eseguita direttamente dal competente
ufficio, oltre che con le modalita’ gia’ previste dalle disposizioni vigenti, anche a mezzo di posta elettronica certificata,
con le modalita’ previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68
, all’indirizzo risultante dagli elenchi istituiti a tale fine dalla legge.
12. Per le notificazioni di cui al comma 11, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 60, settimo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, introdotto dal comma 6 del presente articolo.
Nel caso di pubbliche amministrazioni la notificazione puo’ essere effettuata all’indirizzo risultante dall’indice degli
indirizzi della pubblica amministrazione e dei gestori di pubblici servizi, di cui all’articolo 6-ter del codice
dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
13. Le disposizioni dei commi 11 e 12 si applicano alle notificazioni effettuate a decorrere dal 1º luglio 2017.
14. All’articolo 4, comma 6-quater, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio
1998, n. 322, le parole: “28 febbraio” sono sostituite dalle seguenti: “31 marzo”.
15. La disposizione di cui al comma 14 si applica a decorrere dall’anno 2017, con riferimento alle certificazioni
riguardanti il periodo d’imposta 2016.
16. All’articolo 37, comma 11-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “I termini per la trasmissione dei documenti e
delle informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate o da altri enti impositori sono sospesi dal 1º agosto
al 4 settembre, esclusi quelli relativi alle richieste effettuate nel corso delle attivita’ di accesso, ispezione e verifica,
nonche’ delle procedure di rimborso ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.”.
17. Sono sospesi dal 1º agosto al 4 settembre i termini di trenta giorni previsti dagli articoli 2, comma 2, e 3, comma
1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, e dall’articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, per il pagamento delle somme dovute, rispettivamente, a seguito dei controlli automatici effettuati ai sensi
degli articoli 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e 54-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e a seguito dei controlli formali effettuati ai sensi dell’
articolo 36-ter del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 e della liquidazione delle
imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata.
18. I termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione si intendono cumulabili con il periodo
di sospensione feriale dell’attivita’ giurisdizionale.
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 36
19. All’articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre
2001, n. 435, le parole: “entro il 16 giugno” sono sostituite dalle seguenti: “entro il 30 giugno”, le parole: “entro il
giorno 16″, ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: “entro l’ultimo giorno” e le parole: “, compresa quella
unificata,”, ovunque ricorrono, sono soppresse. Le disposizioni di cui al periodo precedente hanno effetto a decorrere
dal 1º gennaio 2017.
20. Agli articoli 6, comma 1, e 7, comma 1, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, le parole: “per il pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione
unificata annuale” sono sostituite dalle seguenti: “dall’articolo 17, comma 1, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435″.
21. All’articolo 16 del decreto del Ministro delle finanze 24 dicembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
305 del 30 dicembre 1993, la lettera c) e’ abrogata.
22. La disposizione di cui al comma 21 si applica alle comunicazioni relative alle annotazioni effettuate a partire dal 1º
gennaio 2017.
23. All’articolo 4, comma 3, del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 1990, n. 227, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Gli obblighi di indicazione nella dichiarazione dei redditi
previsti nel comma 1 non sussistono altresi’ per gli immobili situati all’estero per i quali non siano intervenute
variazioni nel corso del periodo d’imposta, fatti salvi i versamenti relativi all’imposta sul valore degli immobili situati
all’estero, di cui al decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214.”.
24. L’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e’ sostituito dal seguente:
“3. Nei casi di omessa richiesta di registrazione del contratto di locazione si applica l’articolo 69 del testo unico
delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131. La mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto non comporta la
revoca dell’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione qualora il contribuente abbia
mantenuto un comportamento coerente con la volonta’ di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i
relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi. In caso
di mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga, anche tacita, o alla risoluzione del contratto di
locazione per il quale e’ stata esercitata l’opzione per l’applicazione della cedolare secca, entro trenta giorni dal
verificarsi dell’evento, si applica la sanzione nella misura fissa pari a euro 100, ridotta a euro 50 se la comunicazione
e’ presentata con ritardo non superiore a trenta giorni”.
25. I soggetti tenuti al pagamento dell’imposta di bollo per gli assegni circolari di cui all’articolo 10 della parte I della
tariffa allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, in alternativa alle modalita’ di
dichiarazione e versamento ivi disciplinate, possono utilizzare, su opzione, le modalita’ previste per il pagamento
dell’imposta di bollo in modo virtuale di cui agli articoli 15 e 15-bis del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 642 del 1972. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le modalita’ per
l’esercizio dell’opzione.
26. Il comma 25 si applica a decorrere dall’anno 2017.
27. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) salvo quanto previsto alla lettera e), numero 3), le parole: “mancato rinnovo”, ovunque ricorrono, sono sostituite
dalla seguente: “revoca”;
b) all’articolo 115, comma 4, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Al termine del triennio l’opzione si intende
tacitamente rinnovata per un altro triennio a meno che non sia revocata, secondo le modalita’ e i termini previsti per la
comunicazione dell’opzione. La disposizione di cui al periodo precedente si applica al termine di ciascun triennio.”;
c) all’articolo 117, comma 3, l’ultimo periodo e’ sostituito dai seguenti: “Al termine del triennio l’opzione si intende
tacitamente rinnovata per un altro triennio a meno che non sia revocata, secondo le modalita’ e i termini previsti per la
comunicazione dell’opzione. La disposizione di cui al periodo precedente si applica al termine di ciascun triennio. In
caso di rinnovo tacito dell’opzione la societa’ o ente controllante puo’ modificare il criterio utilizzato, ai sensi
dell’articolo 124, comma 4, per l’eventuale attribuzione delle perdite residue, in caso di interruzione anticipata della
tassazione di gruppo o di revoca dell’opzione, alle societa’ che le hanno prodotte, nella dichiarazione dei redditi
presentata nel periodo d’imposta a decorrere dal quale si intende rinnovare l’opzione. Nel caso venga meno il
requisito del controllo di cui al comma 1 si determinano le conseguenze di cui all’articolo 124.”;
d) all’articolo 124:
1) al comma 4, il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti:
“In alternativa a quanto previsto dal primo periodo, le perdite fiscali risultanti dalla dichiarazione di cui all’articolo 122
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 37
sono attribuite alle societa’ che le hanno prodotte al netto di quelle utilizzate e nei cui confronti viene meno il requisito
del controllo secondo i criteri stabiliti dai soggetti interessati. Il criterio utilizzato per l’eventuale attribuzione delle
perdite residue, in caso di interruzione anticipata della tassazione di gruppo, alle societa’ che le hanno prodotte e’
comunicato all’Agenzia delle entrate all’atto della comunicazione dell’esercizio dell’opzione o in caso di rinnovo tacito
della stessa ai sensi dell’articolo 117, comma 3.”;
2) dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
“4-bis. Entro lo stesso termine previsto dal comma 2, la societa’ o l’ente controllante e’ tenuto a comunicare
all’Agenzia delle entrate l’importo delle perdite residue attribuito a ciascun soggetto”;
e) all’articolo 125:
1) al comma 1, le parole: “l’opzione rinnovata non riguardi entrambe le societa’ di cui alla predetta lettera b)” sono
sostituite dalle seguenti: “la revoca riguardi almeno una delle societa’ di cui alla predetta lettera b)”;
2) al comma 2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La societa’ o l’ente controllante e’ tenuto a comunicare
all’Agenzia delle entrate l’importo delle perdite residue attribuite a ciascun soggetto, secondo le modalita’ e i termini
previsti per la comunicazione della revoca.”;
3) al comma 3, le parole: “il mancato rinnovo” sono sostituite dalle seguenti: “la revoca”;
f) all’articolo 132, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
“1. Permanendo il requisito del controllo, come definito nell’articolo 133, l’opzione di cui all’articolo 131 ha durata per
cinque esercizi del soggetto controllante ed e’ irrevocabile. Al termine del quinquennio l’opzione si intende tacitamente
rinnovata per il successivo triennio a meno che non sia revocata, secondo le modalita’ e i termini previsti per la
comunicazione dell’opzione. La disposizione di cui al periodo precedente si applica al termine di ciascun triennio”;
g) all’articolo 155, comma 1, il secondo periodo e’ sostituito dai seguenti: “L’opzione e’ irrevocabile per dieci esercizi
sociali. Al termine del decennio l’opzione si intende tacitamente rinnovata per un altro decennio a meno che non sia
revocata, secondo le modalita’ e i termini previsti per la comunicazione dell’opzione. La disposizione di cui al periodo
precedente si applica al termine di ciascun decennio”.
28. Il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, adegua le vigenti disposizioni ministeriali alle
modificazioni introdotte dal comma 27.
29. Anche per l’esercizio delle opzioni che devono essere comunicate con la dichiarazione dei redditi da presentare
nel corso del primo periodo di valenza del regime opzionale resta fermo quanto stabilito dall’articolo 2, comma 1, del
decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.
30. Le disposizioni di cui ai commi da 27 a 29 si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in
corso al 31 dicembre 2016.
31. All’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23
giugno 2014, n. 89, la lettera c) e’ abrogata.
32. All’articolo 38-bis, commi 3, alinea, e 4, alinea, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633, le parole: “15.000 euro” sono sostituite dalle seguenti: “30.000 euro”.
33. Al decreto del Presidente della Repubblica 23 settembre 1973, n. 601, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 20:
1) i commi primo, secondo e terzo sono sostituiti dai seguenti:
“Gli enti che effettuano le operazioni indicate dagli articoli 15 e 16 presentano, in via telematica, entro quattro mesi
dalla chiusura dell’esercizio, una dichiarazione relativa alle operazioni effettuate nel corso dell’esercizio stesso,
utilizzando il modello approvato con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
Gli enti di cui al primo comma liquidano l’imposta dovuta ed effettuano, entro il termine di presentazione della
dichiarazione, il versamento a saldo dell’imposta liquidata. Gli stessi enti provvedono a versare, a titolo di acconto,
una somma pari al 95 per cento dell’imposta sostitutiva che risulta dovuta sulle operazioni effettuate nell’esercizio
precedente. L’acconto e’ versato in due rate, la prima nella misura del 45 per cento e la seconda per il restante
importo, rispettivamente entro il termine di presentazione della dichiarazione ed entro il sesto mese successivo a
detto termine.
Se l’ammontare dei versamenti effettuati a titolo di acconto ai sensi del secondo comma e’ superiore a quello
dell’imposta sostitutiva che risulta dovuta in base alla dichiarazione, l’eccedenza puo’ essere computata in
diminuzione dal versamento dell’imposta dovuta, a saldo o in acconto, ovvero puo’ essere chiesta a rimborso”;
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 38
2) al quinto comma e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“L’amministrazione finanziaria, avvalendosi di procedure automatizzate, procede al controllo della regolarita’
dell’autoliquidazione e dei versamenti dell’imposta e, qualora, sulla base degli elementi desumibili dalla dichiarazione
e dai versamenti, risulti dovuta una maggiore imposta o risultino versamenti in tutto o in parte non eseguiti o tardivi,
notifica, entro tre anni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione della dichiarazione, apposito avviso di
liquidazione con l’applicazione degli interessi e delle sanzioni di cui all’articolo 13, comma 1, del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 471.”;
b) all’articolo 20-bis, il comma 5 e’ sostituito dal seguente:
“5. Alle operazioni di cui al presente articolo non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 20, secondo comma,
secondo e terzo periodo”.
34. Il comma 4 dell’articolo 8 del decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
giugno 1990, n. 165, e i commi 3 e 3-bis dell’articolo 3 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 202, sono abrogati.
35. Le disposizioni di cui ai commi 33 e 34 si applicano a decorrere dalle operazioni effettuate nell’esercizio
successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.
36. Il comma 3 dell’articolo 6 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237, e’ sostituito dal seguente:
“3. A decorrere dal 1º luglio 2017, la riscossione delle tasse ipotecarie e dei tributi speciali di cui all’articolo 2, comma
1, lettere h) e i), da corrispondere agli uffici provinciali – territorio dell’Agenzia delle entrate e’ effettuata mediante:
a) versamento unitario, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241;
b) contrassegni sostitutivi;
c) carte di debito o prepagate;
d) modalita’ telematiche;
e) altri strumenti di pagamento elettronico”.
37. Le modalita’ attuative delle disposizioni di cui al comma 36 sono stabilite con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate.
38. L’articolo 24 della legge 27 febbraio 1985, n. 52, e’ sostituito dal seguente:
“Art. 24. – 1. Nelle conservatorie l’orario di apertura al pubblico di cui all’articolo 2677 del codice civile e’ fissato
dalle ore 8,30 alle ore 13 dei giorni feriali, con esclusione del sabato. Le ispezioni nei registri immobiliari e il rilascio di
copie di formalita’ e di certificazioni possono essere effettuati, oltre che nell’orario di apertura al pubblico di cui al
periodo precedente, anche negli orari pubblicati nel sito internet dell’Agenzia delle entrate.
2. Fino alla soppressione dei servizi di cassa degli uffici, nell’ultimo giorno lavorativo del mese l’orario per i servizi al
pubblico e’ limitato fino alle ore 11″.
39. Le disposizioni di cui al comma 38 entrano in vigore il 1º febbraio 2017.
40. A decorrere dal 1º luglio 2017, con uno o piu’ provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare di
concerto con il Ministero della giustizia e da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono istituite sezioni stralcio delle
conservatorie dei registri immobiliari, che possono essere ubicate anche in luogo diverso da quello in cui e’ situato
l’ufficio territorialmente competente, ferme restando le circoscrizioni stabilite ai sensi della legge 25 luglio 1971, n.
545.
41. Con uno o piu’ decreti di natura non regolamentare del Ministero della giustizia, di concerto con l’Agenzia delle
entrate, sono stabilite, nel rispetto della normativa speciale e dei principi stabiliti dal codice civile:
a) le categorie di registri e di documenti da conservare, ai sensi del libro VI del codice civile, presso le sezioni stralcio,
con la specifica individuazione dei rispettivi periodi temporali di riferimento;
b) le modalita’ di conservazione e accesso ai registri e ai documenti tenuti nella sezione stralcio, anche in relazione
agli obblighi del conservatore previsti dagli articoli 2673 e seguenti del codice civile.
42. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 73 sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 39
“2-ter. La registrazione delle sentenze e degli altri atti recanti condanna al risarcimento del danno prodotto da fatti
costituenti reato deve essere richiesta entro trenta giorni dalla data in cui sono divenuti definitivi.
2-quater. Le parti in causa possono segnalare all’ufficio giudiziario, anche per il tramite del proprio difensore, la
sussistenza dei presupposti previsti per la registrazione, con prenotazione a debito, degli atti giudiziari di cui al
comma 2-ter, nel termine di dieci giorni dalla data di pubblicazione o emanazione. In tal caso, l’eventuale mancata
ammissione del provvedimento alla prenotazione a debito deve essere motivata dall’ufficio giudiziario con apposito
atto, da trasmettere all’ufficio finanziario unitamente alla richiesta di registrazione”;
b) all’articolo 73-bis:
1) al comma 1, le parole: “entro cinque giorni” sono sostituite dalle seguenti: “entro trenta giorni”;
2) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
“1-bis. Si applicano le disposizioni del comma 2-quater dell’articolo 73”.
43. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 13, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:
“3. Per i provvedimenti e gli atti di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c), diversi dai decreti di trasferimento e dagli atti
da essi ricevuti, i cancellieri devono richiedere la registrazione decorsi dieci giorni ed entro trenta giorni da quello in
cui il provvedimento e’ stato pubblicato o emanato quando dagli atti del procedimento sono desumibili gli elementi
previsti dal comma 4-bis dell’articolo 67 o, in mancanza di tali elementi, entro trenta giorni dalla data di acquisizione
degli stessi”;
b) all’articolo 59, comma 1, lettera d), dopo le parole: “le sentenze” sono inserite le seguenti: “e gli altri atti degli
organi giurisdizionali”;
c) all’articolo 60, comma 2, dopo le parole: “Nelle sentenze” sono inserite le seguenti: “e negli altri atti degli organi
giurisdizionali” e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “L’ufficio finanziario, qualora ravvisi elementi che
consentano la riconducibilita’ dei provvedimenti giurisdizionali all’ambito applicativo dell’articolo 59, comma 1, lettera
d), puo’ sospenderne la liquidazione e segnalare la sussistenza di tali elementi all’ufficio giudiziario. Nel termine di
trenta giorni dal ricevimento della segnalazione, l’ufficio giudiziario deve fornire il proprio parere all’ufficio finanziario,
motivando, con apposito atto, l’eventuale mancata ammissione del provvedimento alla prenotazione a debito.”.
44. All’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, il comma 15-quinquies e’
sostituito dal seguente:
“15-quinquies. L’Agenzia delle entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che, sulla base dei
dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualita’ precedenti attivita’ di impresa
ovvero attivita’ artistiche o professionali. Sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione
finanziaria. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabiliti i criteri e le modalita’ di
applicazione del presente comma, prevedendo forme di comunicazione preventiva al contribuente”.
45. All’articolo 5, comma 6, primo periodo, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, le parole: “di inizio,
variazione o cessazione di attivita'” sono sostituite dalle seguenti: “di inizio o variazione di attivita'”.
46. All’articolo 16 del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164, dopo il
comma 1 e’ inserito il seguente:
“1-bis. I CAF-dipendenti e i professionisti abilitati, fermo restando il termine del 10 novembre per la trasmissione delle
dichiarazioni integrative di cui all’articolo 14, possono tuttavia completare le attivita’ di cui alle lettere a), b) e c) del
comma 1 del presente articolo entro il 23 luglio di ciascun anno, a condizione che entro il 7 luglio dello stesso anno
abbiano effettuato la trasmissione di almeno l’80 per cento delle medesime dichiarazioni”.
47. All’articolo 4 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:
“3-bis. Il contribuente puo’ avvalersi della facolta’ di inviare all’Agenzia delle entrate direttamente in via telematica la
dichiarazione precompilata entro il 23 luglio di ciascun anno senza che questo determini la tardivita’ della
presentazione”.
48. All’articolo 39, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, il quinto e il sesto periodo
sono sostituiti dal seguente: “Sempreche’ l’infedelta’ del visto non sia gia’ stata contestata con la comunicazione di cui
all’articolo 26, comma 3-ter, del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164
, il Centro di assistenza fiscale o il professionista puo’ trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente,
ovvero, se il contribuente non intende presentare la nuova dichiarazione, puo’ trasmettere una comunicazione dei dati
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 40
relativi alla rettifica il cui contenuto e’ definito con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate; in tal caso la
somma dovuta e’ pari all’importo della sola sanzione riducibile ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472.”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 41
Articolo 7 quinquies –
Art. 7-quinquies. Interpretazione autentica in materia di determinazione del reddito di lavoratori in trasferta e
trasfertisti.
In vigore dal 03/12/2016
1. Il comma 6 dell’articolo 51 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si interpreta nel senso che i lavoratori rientranti nella disciplina ivi stabilita
sono quelli per i quali sussistono contestualmente le seguenti condizioni:
a) la mancata indicazione, nel contratto o nella lettera di assunzione, della sede di lavoro;
b) lo svolgimento di un’attivita’ lavorativa che richiede la continua mobilita’ del dipendente;
c) la corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attivita’ lavorativa in luoghi sempre variabili e
diversi, di un’indennita’ o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuite senza distinguere se il dipendente si
e’ effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si e’ svolta.
2. Ai lavoratori ai quali, a seguito della mancata contestuale esistenza delle condizioni di cui al comma 1, non e’
applicabile la disposizione di cui al comma 6 dell’articolo 51 del testo unico di cui al citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 917 del 1986 e’ riconosciuto il trattamento previsto per le indennita’ di trasferta di cui al comma
5 del medesimo articolo 51.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 42
Articolo 7 sexies –
Art. 7-sexies. Semplificazioni per i contribuenti che adottano il regime cosiddetto dei “minimi”.
In vigore dal 03/12/2016
1. Alla lettera e) del comma 58 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: “Le cessioni all’esportazione di cui agli articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono ammesse nei limiti, anche prevedendo l’esclusione per talune
attivita’, e secondo le modalita’ stabiliti con apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.”.
2. Il decreto di cui all’ultimo periodo della lettera e) del comma 58 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014,
n. 190, introdotto dal comma 1 del presente articolo, e’ emanato entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 43
Articolo 7 septies –
Art. 7-septies. Accesso al Fondo di garanzia per le imprese operanti nel settore della geotermia.
In vigore dal 03/12/2016
1. All’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla
legge 9 agosto 2013, n. 98, dopo il numero 2 e’ inserito il seguente:
“2-bis. la concessione della garanzia del Fondo su operazioni finanziarie comunque finalizzate all’attivita’ d’impresa di
cui all’articolo 1, comma 3-bis, del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, di durata non inferiore a 36 mesi, di
cui all’articolo 5 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 193 del 20 agosto 2012; la garanzia copre fino al 70 per cento dell’ammontare dell’esposizione per
capitale, interessi, contrattuali e di mora. A tal fine, nell’ambito delle risorse disponibili sul Fondo e’ costituita una
riserva fino a 100 milioni di euro, in relazione alla quale non si applica il limite di cui al comma 4 del presente articolo;
per l’accesso a tale riserva, le imprese beneficiarie devono comprovare di essere piccole e medie imprese e il rilascio
del titolo concessorio”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 44
Articolo 8 – Art. 8 Finanziamento Fondo occupazione
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Per l’anno 2016, il Fondo sociale per occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’
incrementato di 592,6 milioni di euro, anche ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui
all’articolo 2, commi 64, 65 e 66, della legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni. Agli oneri derivanti
dal primo periodo, pari a 592,6 milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante utilizzo delle accertate economie
relative al medesimo anno 2016, a seguito dell’attivita’ di monitoraggio e verifica concernente le complessive misure
di salvaguardia dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico stabilito dall’articolo 24 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 e per
le quali la certificazione del diritto al beneficio e’ da ritenersi conclusa.
1-bis. Nelle more dell’attuazione di quanto previsto dai commi 2 e 3 dell’articolo 25 del decreto legislativo 15
giugno 2015, n. 80, le risorse relative all’anno 2016 di cui al comma 1 del medesimo articolo 25 del citato decreto
, non utilizzate al termine dell’esercizio finanziario 2016, sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate
negli esercizi successivi nella misura di 19 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Alla compensazione
dei relativi effetti finanziari in termini di fabbisogno e di indebitamento netto nella misura di 19 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2017 e 2018 si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione
degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui
all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 2008, n. 189.
1-ter. Per le finalita’ di cui ai commi 3 e 4-bis dell’articolo 42 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, il
Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e’ incrementato di 4 milioni
di euro per l’anno 2016.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 45
Articolo 9 – Art. 9 Partecipazione di personale militare alla missione di supporto sanitario in Libia e alla missione delle
Nazioni Unite UNSMIL
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. E’ autorizzata, a decorrere dal 14 settembre 2016 e fino al 31 dicembre 2016, la spesa di euro 17.388.000 per la
partecipazione di personale militare alla missione di supporto sanitario in Libia denominata “Operazione Ippocrate” e
alla missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Support Mission in Libya (UNSMIL).
2. Alle missioni di cui al comma 1 si applicano:
a) le disposizioni in materia di personale di cui all’articolo 3, commi 1, alinea, 2, 4, 5, 8 e 9, della legge 3 agosto
2009, n. 108, e all’articolo 5, commi 2 e 4, del decreto-legge 16 maggio 2016, n. 67, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 luglio 2016, n. 131;
b) le disposizioni in materia penale di cui all’articolo 5, commi 1, 2 e 3, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209
, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12, e all’articolo 4, commi 1-sexies e 1-septies, del
decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197;
c) le disposizioni in materia contabile di cui all’articolo 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 4 novembre 2009, n. 152,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2009, n. 197.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 46
Articolo 10 – Art. 10. Finanziamento di investimenti per la rete ferroviaria
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. E’ autorizzata la spesa di 320 milioni di euro per l’anno 2016, anche per la sicurezza e l’efficientamento della rete
ferroviaria, e di 400 milioni di euro per l’anno 2018 per il finanziamento di interventi relativi alla “Sicurezza ed
adeguamento a obblighi di legge”, ivi compresi quelli previsti nella parte programmatica del contratto di programma,
aggiornamento 2016 – Parte investimenti tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la societa’ Rete ferroviaria
italiana (RFI) Spa, sul quale il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE), nella seduta del
10 agosto 2016, si e’ espresso favorevolmente e che e’ contestualmente approvato. L’autorizzazione di spesa di cui al
periodo precedente e’ immediatamente efficace per l’ulteriore corso dei relativi interventi che vengono recepiti nel
successivo contratto di programma – Parte investimenti 2017-2021.
2. Le risorse stanziate per l’anno 2016 per il contratto di programma – Parte servizi con la societa’ RFI Spa sono
destinate al contratto 2016-2021 in corso di perfezionamento con il parere favorevole del CIPE nella seduta del 10
agosto 2016.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 47
Articolo 10 bis –
Art. 10-bis. Finanziamento dell’attraversamento ferroviario della linea Milano-Saronno.
In vigore dal 03/12/2016
1. Per il finanziamento delle opere di riqualificazione con caratteristiche autostradali della strada provinciale 46
Rho-Monza – lotto 2: Variante di attraversamento ferroviario in sotterraneo della linea Milano-Saronno, autorizzato con
deliberazione del CIPE n. 60/2013 dell’8 agosto 2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 60 del 13 marzo 2014,
e’ autorizzata la spesa di euro 16 milioni per l’anno 2016. All’onere derivante dalla presente disposizione si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2016-2018, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione “Fondi da ripartire” dello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando
l’accantonamento relativo al medesimo Ministero.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 48
Articolo 11 – Art. 11 Misure urgenti per il trasporto regionale
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. A copertura dei debiti del sistema di trasporto regionale su ferro, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, e’
attribuito alla Regione Campania un contributo straordinario, nel limite di 600 milioni di euro, per l’anno 2016 per far
fronte ai propri debiti verso la societa’ EAV s.r.l., riguardanti esercizi pregressi per attivita’ di gestione e investimenti
svolte dall’EAV sulla rete. Entro il 31 dicembre 2016 la quota di cui al periodo precedente e’ trasferita alla Regione
Campania su sua richiesta per essere immediatamente versata, nello stesso termine, su conto vincolato della Societa’
EAV S.r.l. per le finalita’ di cui al comma 2.
2. Le misure necessarie al raggiungimento dell’equilibrio economico della societa’ di trasporto regionale ferroviario,
EAV s.r.l., di cui all’atto aggiuntivo approvato con delibera della Giunta regionale della Campania n. 143 del 5 aprile
2016, sono attuate in regime di ordinarieta’ dalla predetta societa’ di gestione, sotto la vigilanza della Regione
Campania e del Ministero dell’economia e delle finanze, dalla data di scadenza del Commissario ad acta di cui all’
articolo 16, comma 5, del decreto-legge del 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134. EAV s.r.l. predispone un piano di accordo generale che prevede il pagamento di quanto dovuto
ai creditori, la rinuncia a tutte o parte delle spese legali, degli interessi e altri accessori, ad una quota percentuale
della sorte capitale. L’adesione al piano di accordo generale da parte dei creditori comporta la sospensione delle
esecuzioni e comunque la rinuncia all’inizio o alla prosecuzione delle azioni esecutive. Il rispetto dei tempi di
pagamento definiti nel piano di accordo generale e nelle successive transazioni costituisce condizione essenziale. Il
piano di accordo generale, le successive transazioni e la completa esecuzione a mezzo degli effettivi pagamenti non
possono superare il termine complessivo di tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Fino alla
conclusione del programma di risanamento, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 16, comma 7,
del decreto-legge 22 giugno 2012 n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
3. A copertura dei debiti del servizio di trasporto pubblico regionale dovuti dalla regione Molise nei confronti di
Trenitalia S.p.a., e’ attribuito alla medesima regione un contributo straordinario di 90 milioni di euro, per l’anno 2016.
3-bis. Entro il 1º settembre di ogni anno, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, su indicazione delle regioni,
presenta alle Camere una relazione sulle criticita’ finanziarie in cui versano le societa’ esercenti servizi di trasporto
pubblico locale.
4. Agli oneri di cui al comma 1, pari a 600 milioni di euro per l’anno 2016 e agli oneri di cui al comma 3, pari a 90
milioni di euro per l’anno 2016, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo per lo sviluppo e la coesione –
programmazione 2014-2020. Le predette risorse sono rese disponibili previa rimodulazione, ove necessario e
tenendo conto della localizzazione territoriale delle misure di cui ai commi 1 e 3, degli interventi gia’ programmati a
valere sulle risorse stesse.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 49
Articolo 12 – Art. 12 Misure urgenti a favore dei comuni in materia di accoglienza
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Le spese per l’attivazione, la locazione, la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri sono
incrementate di 600 milioni di euro nell’anno 2016.
2. Quale concorso dello Stato agli oneri che sostengono i Comuni che accolgono richiedenti protezione
internazionale, e’ autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per l’anno 2016. A tal fine, nello stato di previsione del
Ministero dell’interno, e’ istituito un apposito Fondo iscritto nella missione «Immigrazione, accoglienza e garanzia dei
diritti», programma «Flussi migratori, interventi per lo sviluppo della coesione sociale, garanzia dei diritti, rapporti con
le confessioni religiose». Con decreto del Ministro dell’interno, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definite le modalita’ di
ripartizione delle risorse di cui al presente comma tra i comuni interessati, nel limite massimo di 500 euro per
richiedente protezione ospitato e comunque nei limiti della disponibilita’ del fondo.
2-bis. All’articolo 1, comma 729, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, le parole: “e dai comuni istituiti per fusione
a partire dall’anno 2011″ sono sostituite dalle seguenti: “, dai comuni istituiti per fusione a partire dall’anno 2011,
nonche’ dai comuni che accolgono richiedenti protezione internazionale”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 50
Articolo 12 bis –
Art. 12-bis. Misure di coordinamento finanziario connesse all’avvenuta cessazione dello stato di emergenza
dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 maggio 2008 in relazione agli insediamenti di
comunita’ nomadi nel territorio di alcune regioni.
In vigore dal 03/12/2016
1. Al fine di dare completamento agli interventi a favore delle popolazioni rom e sinti, le risorse di cui all’articolo 3,
comma 3, del decreto-legge 15 maggio 2012, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2012, n.
100, non utilizzate per le predette finalita’ sono destinate alla realizzazione di specifiche iniziative per le quali gli enti
locali interessati presentano il relativo progetto al prefetto competente per territorio. L’assegnazione delle risorse e’
disposta, nei limiti dei versamenti effettuati, con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, a favore delle prefetture-uffici territoriali del Governo sedi degli ex Commissari delegati
di cui alle ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri 30 maggio 2008, nn. 3676, 3677 e 3678, pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale n. 127 del 31 maggio 2008, e 1º giugno 2009, nn. 3776 e 3777, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale
n. 129 del 6 giugno 2009.
2. Le risorse eventualmente giacenti sulle contabilita’ speciali istituite a favore degli ex Commissari delegati sono
mantenute nelle medesime contabilita’ speciali per essere destinate alle finalita’ di cui al presente articolo.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 51
Articolo 13 – Art. 13 Rifinanziamento Fondo PMI e misure per il microcredito, per la promozione e lo sviluppo
dell’agroalimentare nonche’ in materia di contratti dell’ISMEA
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. La dotazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a)
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e’ incrementata di 895 milioni di euro per l’anno 2016. Ulteriori 100 milioni di
euro potranno essere individuati a valere sugli stanziamenti del programma operativo nazionale «Imprese e
competitivita’ 2014-2020» a titolarita’ del Ministero dello sviluppo economico.
1-bis. Al fine di garantire un’adeguata qualita’ dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio del microcredito,
favorendo tra l’altro l’accesso all’apposita sezione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese di cui al
comma 7-bis dell’articolo 39 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge
22 dicembre 2011, n. 214, nonche’ al fine di garantire la verifica qualitativa e quantitativa dei servizi effettivamente
prestati, come previsti dall’articolo 111, comma 1, lettera c), del testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, e’ istituito presso l’Ente nazionale per il
microcredito, che ne cura la tenuta e l’aggiornamento, l’elenco nazionale obbligatorio degli operatori in servizi non
finanziari ausiliari di assistenza e monitoraggio per il microcredito. Sono iscritti nell’elenco i soggetti che possiedono i
requisiti minimi stabiliti dall’Ente nazionale per il microcredito sulla base delle linee guida redatte dall’Ente stesso,
sentito il parere della Banca d’Italia. L’elenco e’ pubblicato nel sito internet istituzionale dell’Ente nazionale per il
microcredito ed e’ accessibile all’utenza. L’iscrizione nell’elenco avviene di diritto per i soggetti che prestano servizi
ausiliari per finanziamenti di microcredito gia’ concessi e in via di ammortamento, fatta salva la successiva verifica del
possesso dei requisiti minimi stabiliti ai sensi del secondo periodo. Per le finalita’ previste dal presente comma e’
autorizzata la spesa annua di euro 300.000 a decorrere dall’anno 2016. All’onere derivante dalla presente
disposizione si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente
iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito del programma “Fondi di riserva e speciali” della missione
“Fondi da ripartire” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2016, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dello sviluppo economico.
1-ter. L’Ente nazionale per il microcredito trasmette semestralmente alla Banca d’Italia un rapporto contenente
informazioni qualitative e quantitative sull’erogazione dei servizi ausiliari obbligatori da parte degli operatori iscritti
nell’elenco di cui al comma 1-bis e sui servizi di assistenza e monitoraggio prestati dagli stessi operatori, anche a fini
di supporto dell’attivita’ di vigilanza esercitata in materia dalla Banca d’Italia, che si avvale delle valutazioni effettuate
dall’Ente nazionale per il microcredito. L’Ente nazionale per il microcredito svolge, nell’ambito dei suoi compiti
istituzionali e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, periodica attivita’ di formazione, supporto
nell’attuazione di modelli operativi e monitoraggio in favore degli operatori iscritti nell’elenco. Le modalita’ attuative del
comma 1-bis e del presente comma sono definite mediante un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Banca d’Italia e
dall’Ente nazionale per il microcredito entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto.
2. Al fine di favorire l’accesso al credito delle imprese agricole, e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno
2016 in favore dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) per la concessione da parte del
medesimo Istituto di garanzie ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102. La
garanzia dell’ISMEA e’ concessa a titolo gratuito, nel limite di 15.000 euro di costo e comunque nei limiti previsti dai
regolamenti (UE) numeri 1407/2013 e 1408/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativi
all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti de minimis.
2-bis. Al fine di favorire la copertura dei rischi climatici e di mercato da parte delle imprese agricole, a valere sulle
risorse finanziarie previste per i contributi di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, e con le
modalita’ ivi previste, una quota fino a 10 milioni di euro per l’anno 2017 e’ destinata ai contributi sui premi assicurativi
per polizze innovative a copertura del rischio inerente alla variabilita’ del ricavo aziendale nel settore del grano.
3. All’articolo 2, comma 132, primo periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni, le
parole: «che operano nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli» sono sostituite dalle seguenti:
«che operano nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli».
4. All’articolo 20 della legge 28 luglio 2016, n. 154, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Per gli interventi di cui al comma 1, l’ISMEA e’ autorizzato ad utilizzare le risorse residue per l’attuazione del
regime di aiuti di cui all’articolo 66, comma 3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289.».
4-bis. Con riferimento ai contratti stipulati dall’ISMEA ai sensi dell’articolo 1523 del codice civile, l’Istituto, nella
persona di un suo rappresentante autorizzato ai sensi di legge, puo’ rilasciare dinnanzi ad un notaio, in base alle
risultanze delle scritture contabili, l’attestazione dell’inadempimento del compratore relativo al pagamento delle rate,
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 52
tale da integrare gli estremi della risoluzione di diritto dei contratti medesimi. Il processo verbale notarile, nel quale e’
recepita tale attestazione, costituisce titolo esecutivo per il rilascio dell’immobile oggetto del contratto, ai sensi dell’
articolo 608 del codice di procedura civile, nonche’ titolo per ottenere l’annotazione, ai sensi dell’articolo 2655 del
codice civile, dell’intervenuta risoluzione a margine della trascrizione della compravendita ai sensi del citato articolo
1523. L’imposta di registro per il predetto processo verbale notarile e’ dovuta in misura fissa.
4-ter. All’articolo 14 della legge 26 maggio 1965, n. 590, le parole: “acquistati dalla Cassa per la formazione della
proprieta’ contadina” sono sostituite dalle seguenti: “acquistati o venduti dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo
alimentare (ISMEA)”.
4-quater. La vendita dei terreni da parte dell’ISMEA e’ effettuata tramite procedura competitiva ad evidenza pubblica
tra coloro che hanno presentato una manifestazione di interesse all’acquisto a seguito di avviso pubblico, anche
mediante il ricorso agli strumenti di cui all’articolo 16 della legge 28 luglio 2016, n. 154, ovvero, in caso di esito
infruttuoso della predetta procedura, tramite trattativa privata. In caso di aggiudicazione da parte di giovani
imprenditori agricoli e’ consentito il pagamento rateale del prezzo, apponendo ipoteca legale, ai sensi dell’articolo
2817 del codice civile. L’Istituto utilizza le risorse derivanti dalle vendite di cui al presente comma esclusivamente
per interventi a favore dei giovani imprenditori agricoli.
4-quinquies. Le iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli sui terreni di proprieta’ dell’ISMEA in favore dei creditori del
compratore ai sensi dell’articolo 1523 del codice civile sono da considerarsi nulle e sono cancellate dalla
competente conservatoria dei registri immobiliari su semplice richiesta dell’Istituto e senza oneri per lo stesso.
4-sexies. Gli oneri a qualsiasi titolo dovuti ai consorzi di bonifica, con riferimento alle proprieta’ vendute dall’ISMEA ai
sensi dell’articolo 1523 del codice civile, non possono essere richiesti all’Istituto, neanche a titolo solidale,
intendendosi obbligato al pagamento esclusivamente il compratore di cui al medesimo articolo.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 53
Articolo 14 – Art. 14 Potenziamento del tax credit per il cinema e l’audiovisivo e disposizioni sui diritti audiovisivi sportivi
e sui proventi dei biglietti di ingresso ai luoghi della cultura
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Per l’anno 2016 l’importo di 140 milioni di euro di cui al comma 3 dell’articolo 8 del decreto-legge 8 agosto
2013, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, e successive modificazioni, e’
incrementato di 60 milioni di euro.
1-bis. Al decreto legislativo 9 gennaio 2008, n. 9, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 21 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 21. (Ripartizione delle risorse). – 1. Le risorse economiche e finanziarie derivanti dalla commercializzazione dei
diritti, di cui all’articolo 3, comma 1, sono ripartite, previa deduzione delle quote di cui all’articolo 22, tra tutti i soggetti
partecipanti alla competizione, secondo i criteri indicati negli articoli 25 e 26. Le risorse economiche e finanziarie
derivanti dalla commercializzazione dei diritti audiovisivi di natura secondaria oggetto di autonome iniziative
commerciali ai sensi degli articoli 4, comma 3, e 11, comma 3, spettano agli organizzatori degli eventi”;
b) l’articolo 22 e’ sostituito dal seguente:
“Art. 22. (Mutualita’ generale). – 1. L’organizzatore delle competizioni facenti capo alla Lega di serie A destina una
quota del 10 per cento delle risorse economiche e finanziarie derivanti da tutti i contratti stipulati per la
commercializzazione dei diritti di cui all’articolo 3, comma 1, esclusivamente per lo sviluppo dei settori giovanili delle
societa’, per la formazione e per l’utilizzo di calciatori convocabili per le squadre nazionali giovanili italiane maschili e
femminili, per il sostegno degli investimenti per gli impianti sportivi e per lo sviluppo dei centri federali territoriali e delle
attivita’ giovanili della Federazione italiana giuoco calcio.
2. La quota di cui al comma 1 e’ destinata alla Federazione italiana giuoco calcio, che determina i criteri e le modalita’
di erogazione secondo le finalita’ di cui al comma 1, previa rendicontazione certificata da parte dei destinatari. Tali
fondi sono destinati: nella misura del 6 per cento alla Lega di serie B; nella misura del 2 per cento alla Lega Pro; nella
misura dell’1 per cento alla Lega nazionale dilettanti; nella misura dell’1 per cento alla Federazione italiana giuoco
calcio.
3. La Federazione italiana giuoco calcio presenta al Presidente del Consiglio dei ministri ovvero, se nominato, al
Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, entro il 31 gennaio di ogni
anno, una relazione sull’attivita’ svolta nell’anno sportivo precedente”;
c) gli articoli 23 e 24 sono abrogati.
1-ter. Al fine di potenziare l’offerta culturale dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, anche attraverso il piu’
efficace utilizzo delle risorse derivanti dalla vendita dei biglietti di ingresso, all’articolo 110, comma 3, del codice dei
beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, dopo le parole: “al funzionamento”
sono inserite le seguenti: “e alla valorizzazione”.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 54
Articolo 15 – Art. 15 Disposizioni finanziarie
In vigore dal 03/12/2016
Modificato da: Legge del 01/12/2016 n. 225 Allegato
1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ incrementato di
4.260 milioni di euro per l’anno 2017, di 4.185,5 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.270 milioni di euro per l’anno
2019 e di 2.970 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020.
1-bis. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato di 300 milioni
di euro per l’anno 2017 e di 1.100 milioni di euro per l’anno 2018.
2. Agli oneri derivanti dagli articoli 2-bis, 4, comma 2, 8, comma 1-ter, 9, 10, 12, 13, 14 e dai commi 1 e 1-bis del
presente articolo, pari a 2.026,39 milioni di euro per l’anno 2016, a 4.575 milioni di euro per l’anno 2017, a 5.945
milioni di euro per l’anno 2018, a 3.285 milioni di euro per l’anno 2019 e a 2.985 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2020, che aumentano a 2.036,1 milioni di euro per l’anno 2016 ai fini della compensazione degli effetti in
termini di fabbisogno ed indebitamento netto derivante dalla lettera a) del presente comma, si provvede:
a) quanto a 451,83 milioni di euro per l’anno 2016, mediante riduzione delle dotazioni di competenza e di cassa
relative alle missioni e ai programmi di spesa degli stati di previsione dei Ministeri come indicate nell’elenco allegato al
presente decreto;
b) quanto a 1.600 milioni di euro per l’anno 2016, mediante riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1,
comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
b-bis) quanto a 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017, fermo restando l’incremento del Fondo previsto
dal comma 1 del presente articolo, mediante corrispondente riduzione della dotazione del Fondo per interventi
strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;
c) quanto a 2,3 milioni di euro per l’anno 2016, a 4.560 milioni di euro per l’anno 2017, a 5.930 milioni di euro per
l’anno 2018, a 3.270 milioni di euro per l’anno 2019 e a 2.970 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020,
mediante corrispondente utilizzo di quota parte delle maggiori entrate derivanti dalle misure previste dagli articoli 3, 4,
6 e 9.
3. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal presente decreto, il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Ove necessario, previa
richiesta dell’amministrazione competente, il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ disporre il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione avviene tempestivamente con l’emissione di ordini di pagamento sui
pertinenti capitoli di spesa.
3-bis. Al fine di assicurare la piena tutela dei titolari di indennizzi per infortunio o malattia professionale e di
semplificare il contenzioso in materia, la rendita per inabilita’ permanente erogata dall’Istituto nazionale per
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), ai sensi dell’articolo 66, numero 2), del testo unico delle
disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, ha natura risarcitoria del danno subito dall’assicurato a
causa dell’evento invalidante. La medesima rendita non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini
tributari.
Torna al sommario
Decreto-legge del 22/10/2016 n. 193 –
Pagina 55
Articolo 16 – Art. 16 Entrata in vigore
In vigore dal 24/10/2016
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana.

Link utili:

Studio Praga

Start up in Repubblica Ceca per Società

Traduzioni Ceco

Traduzioni giurate italiano-ceco e ceco-italiano

Targa Ceca

Pratiche auto in Repubblica Ceca, immatricolazioni auto italiane e tedesche

Venice web agency

Sviluppo siti internet dinamici

Do Benatek

Překlady Italština

 Traduzioni asseverate italiano ceco di diplomi, bilanci di società ecc.

Gestioni Praga

Gestione di condomini, alberghi

Hotel Trevi

Centrale, tutte le camere sono con wifi e bagno privato

Società Ceche

Costituzione società commerciali in Repubblica Ceca

Società Praga

Iniziare una attività commerciale a Praga

Traduzioni Ceco

Traduzioni di certificati di nascita e di dichiarazioni di parternità

Italstina Preklady

Traduzioni giurate ed asseverate

Gestione fiduciaria

Costituzione di fondi patrimoniali dove è possibile apportare contanti, azioni, immobili o altri beni di valore.

Società Cechia

Costituzione di società a Responsabilità limitata in Repubblica Ceca a Praga o a Plzen.

Open chat